Didascalia

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venerdì 13 giugno 2014

Marvel Noir-Quando il supereroe si fa tenebra

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che non ha una copia del Merenghetti in casa, ma ne una volta ne ha vista una da vicino. I film non ci piacciono, denunciateci (ma per favore non fatelo).
Dopo aver vinto uno straordinario concorso legato alle 200mila visite fatte dal blog, il centounista Alessioang ci ha chiesto di parlare di Spider-Man Noir, un personaggio apparso in un paio di miniserie a tema. E noi ci siam detti, tanto vale fare una cosa ben fatta no? E quindi parliamo di tutta l'etichetta di breve durata (e grazie a Dio) Marvel:Noir! Come sempre, seguiteci dopo l'intervallo!
Era da troppo, troppo tempo che non si vedevano dei bei calci in faccia su questo blog. Ci stiamo imborghesendo tantissimo.

Nata nel 2009 come un esperimento, la linea a fumetti Marvel:Noir si proporrà appunto di fondere il magico mondo colorato dei supereroi, con la morale grigia e cinica tipica del film noir. Evviva?
Per chi non lo sapesse, il "Noir" è considerato un sottogenere (e da molti critici neanche quello) del giallo, e spesso tratta di crimini, enfatizzando l'aspetto duro della moralità dei protagonisti, la sessualità, e spesso usa stratagemmi visivi diversi, come ad esempio un forte uso del bianco e nero. Genere molto di moda negli anni 40 e 50, il noir darà vita a numerossimi stereotipi narrativi che sentiamo ancora oggi.
Marvel:Noir si compone di nove miniserie (più una) e uno one-shot. Andiamo ora ad analizzarli uno per uno.

X-men Noir (Di Fred Van Lente e  Dennis Calero)
Lo psichiatra Charles Xavier crede che l'essere psicopatici sia il nuovo gradino dell'evoluzione umana, e decide così di addestrare tre giovani delinquenti (Scott "Ciclope" Summers, Bobby "Iceman" Drake e Hank "Bestia" McCoy) a diventare criminali migliori, in un bizzarro progetto di miglioramento mondiale. Dall'altro capo dello spettro narrativo troviamo Eric Magnisky, capo della polizia e forte sostenitore dell'Eugenetica, che sotto la facciata di uomo rispettabile controlla tutto il crimine della città. In realtà il nostro Eirc deve molto del suo successo al criminale Sebastian Shaw, che controlla gran parte della città all'insaputa di tutti. Cercando di far unire gli X-men al suo Gruppo, Eric darà il via ad una serie di intrighi, che porteranno sulle tracce dei due gruppi l'eroe della Golden Age noto come l'Angelo. Al centro di tutto c'è però una ragazza, una certa Anne-Marie, famosa per il suo talento per la mimica. Aggiungiamo anche il misterioso contrabbandiere noto come Logan, e avremo un bel mistero per le mani.
Seppur siano nel titolo, Gli X-men non sono in questo fumetto. Nessuno ha superpoteri, nessuno indossa costumi. La trama è un guazzabuglio di colpi di scena montati male, e attratti anche poco coerenti con la storia. Lo stile noir è però ben integrato nella trama. Certo, non redime la mini, ma almeno ci prova.

X-men Noir: Il marchio di Cain (Di Fred Van Lente e Dennis Calero)
Dopo che Xavier uscirà di prigione e metterà su un nuovo gruppo di psicopatici, Ciclope, Logan e L'angelo si recheranno in un viaggio per il mondo alla ricerca di un fantastico rubino trovato dal fratellastro dello stesso Xavier, Cain, che era stato amico dell'Angelo in gioventù.
Sempre sullo stesso binario della prima miniserie, il seguito di X-men Noir riesce ad essere più diretto e meno complesso, raggiungendo un bell'equilibrio fra la trama e i colpi di scena, risultando essere uno dei pochi sequel migliori della prima installazione (e francamente ci voleva molto poco)

Weapon X Noir ( Di Dennis Calero)
One-Shot che narra di come lo psicotico NightCrawler sia entrato nel nuovo gruppo di Xavier. Dire che non è degno di nota è fargli un complimento grandissimo. Il prossimo!

Wolverine Noir (Di Stuart Moore e C.P. Smith)
Serie slegata dalle precendenti avventure sugli uomini X. Wolverine Noir narra di Logan, giovane figlio di un pastore molto ricco che verrà addestrato a gestire la sua rabbia attraverso il combattimento con bizzarri coltelli da mano che sembrano artigli. Ammicca Ammicca.
Dopo aver sfregiato il fratellastro e apparentemente ucciso l'amore della sua vita in preda alla furia, Logan diventerà un detective privato e si ritroverà in mezzo ad una brutta storia di crimine organizzato gestito dal fortissimo Victor Creed. Logan troverà anche un nuovo amore nella pura Mariko. Quello che Logan non sapeva, era di essere capitato in un bizzarro gioco di ombre.
Forse la più noir delle storie Noir, questa miniserie è molto godibile, con un apparato grafico simpatico, e una storia forte ed esagerata nei punti giusti. Estremamente scorrevole, l'idea dei coltelli da mano che sembrano artigli però è scema uguale.

Punisher Noir (Di Frank Tieri e Paul Azaceta)
Dopo che il padre eroe di guerra verrà ucciso dalla mafia, Frank Castle Jr impugnerà le pistole del genitore in una crociata di giustizia. Indossata una maschera col teschio (che il padre di Frank usava per scongiurare le paure delle moglie sull'angelo della morte), il giovane Castle riuscirà a sgominare i mafiosi e a vendicare l'omicidio di suo padre, solo per decidere di continuare la sua crociata di punizione contro un altro obbiettivo: Adolf Hitler.
A parte l'ambientazione "nel passato", è una normalissima storia del Punitore. No davvero, potevano pubblicare nell'universo normale ed era la stessa cosa. Noir un piffero.


Luke Cage Noir (di Mike Benson e Adam Glass)
Dopo essere stato scagionato da un crimine da lui non commesso, Luke Cage, uomo considerato da tutti antiproiettile, ritornerà nel suo quartiere e verrà assunto da un ricco bianco per indagare su un caso. Nel frattempo, l'amico reverendo Stryker proverà a portare il nostro dalla sua parte, ricordandogli il suo rettaggio. Cage dovrà così trovare la giusta via in un Harlem anni 30, fatta di pregiudizi, misteri ed intrighi. Ad aiutarlo ci sarà la sua pellaccia, talmente dura da essere a prova di proiettile. O è solo una leggenda?
Nel 2002 Brian Azzarello e Richard Corben scrivevano la stessa storia, solo con più parolacce nella mini Cage: Max. La storia è carina e l'angolo razziale è molto ben strutturato, ma davvero, un homage va bene, ma questo è un plage!


Daredevil Noir (di Alexander Irvine e Tomm Coker)
Dopo essere rimasto cieco in giovane età, il giovane Matt Murduck diventerà un acrobata da strada, ed in seguito aiutante del detective Foggy Nelson di giorno, e vigilante di notte. Mettendosi sulle tracce del misterioso killer dal centro perfetto (Bull's eye Killer in originale), Matt troverà l'amore, e il boss criminale Kingpin che lavorerà per mettergli i bastoni fra le ruote. Spinto da una forte sete di vendetta e di giustizia, Devil dimostrerà che quando non hai nulla da perdere, ti puoi permettere di essere un po' scavezzacollo.
Serie molto divertente, che beneficia dell'ambiente noir, con un colpo di scena visibile sì, ma molto bene studiato. Probabilmente la serie migliore in questa lista, se cercate una lettura piacevole e un po' più grande ve la consiglio.

Iron Man Noir (di Scott Snyder e Manuel Garcia)
La mia serie preferita in assoluta dell'esperimento. Perchè è Noir come io sono un blogger che si occupa di formaggi e salumi. Tony Stark è un famoso avventuriero che usa le sue imprese per gestire un giornale pulp con lui come protagonista. Dopo una spedizione che lo porterà a combattere dei Nazi, Tony troverà una nuoca scrittrice per il suo magazine: una ragazza di nome Pepper Potts.
La nuova scrittrice scoprirà che il suo principale soffre di cuore, e che deve quindi indossare una protesi elettrica, che gli permette inoltre di dare energia ad un enorme tuta da combattimento studiata dal padre del nostro prima della sua morte. Tony dovrà usare questo equipaggiamente per combattere la minaccia nazista, e anche per scrivere una buona storia.
Azione, avventura, e finalmente un po' di sano colore fanno di questa mini un'avventura estremamente divertente e affascinante, che vi lascerà incollati fino all'ultima pagina. L'unico difetto che ci posso trovare è che ci presenta una versione del Barone Zemo (che ricordo essere il miglior cattivo Marvel di sempre) che fa pena. Ma si sa, alcune si vincono alcune si perdono.


Spider-man Noir (Di David Hine e Carmine di Giandomenico)
Durante la grande depressione, l'attivista socialista Ben Parker viene ucciso dal boss criminale Norman Osborn alias Goblin. La moglie May continuerà la sua campagna sociale, mentre il giovane nipote Peter sprofonderà nella rabbia, trovando però aiuto nel giornalista Ben urich. DOpo ver scoperto però che l'amico lavorava segretamente per goblin, ed essere stato morso da un bizzarro ragno esotico che gli donerà poteri simili a quelli dell'aracnide, Peter si cammufferà e inizierà una carriera come vigilante scontrandosi con Goblin e con tutta la sua banda formata da fenomeni da baraccone. Nel vero senso della parola.
Alcune idee di questa miniserie sono molto carine: i cattivi che son tutti "mostri, facendo così il verso alle classiche origini dei supercriminali, il costume dell'uomo ragno che fa molto anni 30, e una Zia May in forma smagliante. Il resto della mini è però un po' confusionario, come le vere origini del ragno, o il preciso legame di Urich con Osborn. Tutto sommato si tratta di un prodotto gradevole.

Spider-man noir:occhi senza un volto (Di David Hine e Carmine di Giandomenico)
Seguito delle avventure dell'Uomo Ragno (che questa volta indossa il cappello rendendolo ancora più figo), dove il nostro deve affrontare il paralitico Doctor Octopus che vuole asportare chirurgicamente la forza di volontà dalla popolazione nera Americana (e ammetto che sia molto inquietante e anche molto metal) e il misterioso nuovo boss mafioso noto come "Il Signore del crimine", facendosi aiutare dalla contrabbandiera Felicia Hardy.
Troppa, troppa carne al fuoco in questa miniserie. Le due trame parallele si incrociano non benissimo, e anche una sola sarebbe stata in grado di darci una bella storia. Unendole, si perde un po' del fascino creato nella prima miniserie, che perde un po' di purezza.

Bonus Round: Deadpool Pulp (Di Adam Glass, Mike Benson e Laurence Campbell)
Sempre nell'ambito delle mini "a tema", la Marvel pubblicherà anche un avventura del mercenario Chiaccherone, che però preferirà l'iperviolenza del pulp piuttosto che l'ambiguità del Noir. Wade Wilson è un mercenario chiaccherone senza fattore rigenerante, che assieme al Generale Cable lavorerà per evitare che una bomba atomica cada in mani sbagliate, in un assurdo gioco di specchi e controspecchi. Miniserie scorrevole, ma nulla di più.

Marvel Noir era un esperimento. Non sono sicuro che andasse fatto per forza, ma tutto sommato ha avuto una vita editoriale breve ma intensa. E' riuscito? Nel parere di chi scrive non molto. Su nove (più una) miniserie quelle belle sono due. E una non è neanche Noir. Le altre sono al massimo passabili, e per quanto gli universi alternativi non siano il mio pane quotidiano, e il noir non sia proprio il mio genere, l'idea poteva essere gestita meglio. Forse usando altri personaggi famosi come Capitan America, o Hulk, forse sapendo cosa fosse il noir ecco. Io capisco "L'esigenza" di rinnovare il supereroe. Davvero, mi sembra scemo ma lo capisco. Però, in un medium basato sui colori e la positivitàò, gettare una bottiglia di inchiostro nero e di pessimismo mi sembra una boiata cosmica. Poi devo essere l'unico a pensarlo perchè è vent'anni che va così. Viviamo in un mondo scuro. Una luce non può fare così male.

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Presto sui vostri schermi "Marvel: Commedia Romantica", "Marvel: Teen Movie", "Marvel: Mastercherf" e "Marvel kids ma non troppo!". Pronti a partire. Let's go!

8 commenti :

  1. grazie per l'articolo, cercherò di recuperare anche Iron man che non avevo letto

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    1. Grazie a te per il supporto! Iron Man è sicuramente molto divertente!

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    2. L'unico modo per rendere Iron Man un fumetto noir è renderlo un fumetto pulp e far finta che sia noir. Detto fatto!
      Lavos-D

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    3. Nessuno se ne accorgerà mai! E' UN PIANO PERFETTO!

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  2. Ottimo articolo. Devo dire che l'idea non era male, ma lo sviluppo non l'ho seguito. A parer tuo, quale potrebbe essere una chiave di lettura con la quale ripetere l'esperimento? P.S. Aspettiamo ancora la tesi.

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    1. Così su due piedi non saprei. In pura teoria ogni genere potrebbe andar bene, ma allora lo si faccia bene, levando tutti i tropi dei fumetti di supereroi. Ma allora faresti degli altri fumetti. Cioè, se io scrivo un fumetto giallo coi superoeroi, che parlano, si muovono e agiscono come supereroi...Allora non è un giallo. Quindi non sono sicuro che sia un esperimento che funzioni. La tesi...Ci lavoro. Vedo com'è la questione copyright (è comunque un documento legale e potrei finire nei guai per averla messa su internet. E anche che qualcuno la rubi e la usi come sua. E non è che mi farebbe piacere)

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  3. Ammetto di essere nuovo nella sezione commenti nonostante sia un lettore accanito del blog (certo ho dovuto recuperare un bel po', ed è un eufemismo, ma ne è valsa la pena) quindi non so bene dove si debbano fare le richieste, ma vorrei chiedere se è possibile un articolo su un personaggio considerato da molti di serie B, ossia Beast Boy (o Changeling). Grazie ^__^

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    1. Ammetto che mi faccia molto piacere che tu sia uscito dalla maggioranza silenziosa! Grazie davvero per il supporto che dai al blog! Il discorso richieste è così fatto: Ogni tot annunciamo il mese delle richieste, dove ogni lettore può fare la sua richiesta, che dopo essere stata approvata, viene pubblicata sul blog. Fuori da questo mese, noi ogni tanto facciamo dei concorsini, o per eventi importanti, o perchè ci va. Chi veince ha diritto ad una richiesta! Spero sia chiaro, io faccio del caos una scelta di vita ;)

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