Didascalia

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lunedì 30 giugno 2014

Come dev'essere il cattivo di un fumetto? (Comics Clichè)

 Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che risponde alle vostre domande, a volte in maniera molto prolissa. Ma divertente. Si spera.
Di recente il centounista Cammi ci ha posto una domanda per la rubrica "Chiedilo al Giova", ma dopo averci riflettuto per un po', abbiamo pensato di trasformare la domanda in un articolo lungo, perchè il dubbio era effettivamente fondato. Cosa definisce nell'opinione del vostro Dottor Giova un cattivo da fumetto? Per saperlo, seguiteci dopo l'intervallo.
Goblin non mi piace molto, ma questa è storia. La storia.


Prima di parlare dei cattivi nel fumetto, vorrei parlarvi per un momento del mio argomento preferito. No, non parlo dell'ipnosi. E neanche della filosofia di John Duprè. Cacchio ho di nuovo messo la cultura nel blog.
In realtà il mio argomento preferito, anzi, la cosa che preferisco nel mondo sono le storie. Quelle vere, quelle inventate, quelle che fanno ridere, quelle tristi, insomma le storie.
Quelle inventate sono spesso un po' diverse da quelle vere però. Alcune cose sono così strane che non si possono inventare, alcune cose sono così strane che sembrano inventate. Quello a cui voglio arrivare è questo, per quanto si racconti una storia aderente alla realtà, spesso l'autrice o l'autore (dal latino "Auctor", ovverosia Autorità. DI NUOVO?!?) spinge questo o quel personaggio in una certa direzione. C'è un motivo per cui l'autobiografia più totale non è un genere potentissimo nel mondo. La totale autobiografia è interessante solo in alcuni punti. E questi sono spesso l'interazione con altri personaggi. E qui arriviamo al cattivo. Ma ancora non sappiamo chi sia. E soprattuto come si cali nel fumetto.
Principalmente su questo blog, e qui scatta la scala banalità estrema, si parla di supereroi. Un medium che il realismo non lo vede neanche da lontano. Ogni cosa, in un fumetto di supereroi è esagerata all'inverosimile. Un passante ti dà indicazioni stradali? Ad un personaggio del mondo reale il passante sembra star indicando l'apocalisse. Non importa quanto una storia ci tocchi, non importa il messaggio morale che ti dà, il realismo è un altra cosa.
Nel fumetto fantastico, o più in generale nel fumetto esiste un certo fenomeno noto come "sospensione dell'incredulità", dove noi, i lettori, spegniamo cinque minuti il fattore logica del mondo reale per immergerci meglio in quello della fantasia. Quindi crediamo veramente che un uomo possa volare. Anche se pensare che un alieno Kryptoniano sia perfettamente in grado di mimetizzarsi nel kansas sia un po' bizzarro, si tratta di un qualcosa di puramente inventato, che può essere modificato a nostro piacimento.
Insomma, attraverso questo velo di fantastico possiamo dare emozioni ai nostri lettori? Certamente. Avrete notato che spessisimo parlo del valore simbolico del fumetto anche nell'educazione, ma da qui a dire "che roba reale" ci passa un tram pieno di ippopotami. Cioè, avete mai letto i dialoghi di un fumetto di supereroi ad alta voce? Quella roba è fuori di zucca.
In un fumetto di supereroi quindi, il 50% del divertimento sta nell'introspezione (invenzione super recente. Il prossimo che mi dice che i vecchi fumetti la facevano meglio lo costringo a leggere con allegria la Justice League di Gardner Fox. Divertentissima eh. Ma ho visto mattoni con più charme) e nel vedere la vita dei personaggi protagonisti e del loro mondo (nel quale riflesso possiamo vedere il nostro) e il 50% nelle botte. Parliamoci chiaro, le botte vendono come poche cose.
E quindi arriviamo ai cattivi. I cattivi, un fumetto di supereroi, sono il sale sulla bistecca. Se il cattivo è moscio, allora l'azione è moscia, e parte il 50% del divertimento.
E' anche vero che anche il cattivo moscio può avere un suo senso ai fini della trama, ma qui vogliamo parlare di cosa renda un cattivo degno di questo nome.
Sul blog ne parliamo spesso. I fumetti sono scritti dal punto di vista dei buoni, e quindi i cattivi sono davvero cattivi. Però, siccome non c'è scritto "Joker" in copertina (tranne che in alcuni momenti di bieco marketing) il pagliaccio principe del crimine deve perdere. Certo, può avere vittorie a breve o medio termine, ma tempo dieci numeri, e anche il più malvagio dei malvagi morde la polvere agitando il pugno al cielo e gridando vendetta.
Per un certo periodo il criminale Cariddi sarà il tizio che ha fatto perdere una mano ad Aquaman, spingendolo nella sua serie migliore. Adesso il criminale Cariddi è quella domanda in testa che vi state ponendo tutti. "Chi?".
Ma quindi, cosa rende un cattivo efficace?
Si tratta di una domanda difficile, e anche piuttosto personale. Le storie fanno questo effetto sapete? Se ci sono vicine le sentiamo nostre, anche se suonano sceme. Secondo te solo il demone Helspont è un degno rivale per Superman? A livello di pura, fredda, logica (che peraltro non esiste perchè sono personaggi INVENTATI) hai torto marcio come un caco lasciato in un automobile d'estate mentre fuori c'è un esplosione vulcanica, ma a livello personale, chi sono io per dirti quello che è divertente?

Un buon cattivo deve essere in grado di far crescere l'eroe, di sfidarlo a più livelli consoni alla sua natura. Trovandosi a dover vivere in un mondo che si ripete all'infinto, il cattivo deve trovare una sorta di sua dimensione stabile, dal quale poter assaltare l'eroe con forza. Il pazzo Arcade costruisce parchi di divertimento assassini, mentre scivola sempre di più nella follia. Il tribale Erick Killmonger vuole uccidere la Pantera Nera e prendere il suo posto come re del Wakanda. L'Enigmista vuole sfidare l'unico uomo intelligente come lui. Come l'eroe, il criminale varia un po', ma resta attorno ad un suo centro, che lo rende vivo e reale. Alcuni criminali questo non lo fanno.
Ho già parlato di come il Joker non sia davvero un cattivo perfetto, ma Alan Moore e Brian Bolland l'hanno detto meglio di me. Il Joker non ha un modus operandi. Ha uno scrittore dietro che vuole vomitare in faccia al lettore tutto quello che sente dentro di sè ma che si vergogna ad ammettere. E questo non dà al Joker un centro, ma fa di lui un pupazzo senz'anima, che si può riempire come si vuole. E sì, se sei bravo a scrivere la cosa forse funziona. Ma se non lo sei, allora si tratta di puro caos, atto a sembrare follia. Quando la follia è cosa ben peggiore di un tizio che vuole a tutti i costi far ridere un uomo che ha visto la follia l'ha resa un arma.
Un cattivo dovrebbe anche essere giustamente proporzionato all'eroe che deve combattere. Se nel mondo reale avrebbe senso che Electro, in pratica una forza fondamentale del cosmo, sia una minaccia a livello planetario, a livello di trama la cosa stonerebbe. L'Uomo Ragno muore carbonizzato dopo due pagine. E' stato istruttivo? No. E' stato divertente? Solo se odi l'uomo Ragno.
Ogni tanto è piacevole vedere l'eroe combattere contro una sfida impossibile, apposta per vedere quel bellissimo messaggio che danno i supereroi, quel messaggio che non sempre sarà vero, ma che dà davvero un sacco coraggio: Se ti impegni ci riesci.
A volte però si pensa che alcuni cattivi funzionino meglio di altri. Ad esempio Deathstroke il terminator.
Avendo a sua disposizione un nome da duro, una posa da duro, un passato da duro, poteri indefiniti, e un costume figo, Deathstroke avrebbe tutte le carte in regola per essere un buon cattivo no?
E invece no, perchè il nostro mercenario con un occhio solo ha lo sostanza di un budino. Tutti ci dicono quanto sia figo, e di come sia riuscito a sconfiggere da solo la Lega della Giustizia.
In quel caso però ci siamo trovati di fronte ad un autore che ha deciso di giocare un po' troppo con la trama, per mettere più in campo un personaggio che a lui piaceva, in un momento di storytelling che non portava da nessuna parte.
Deathstroke faceva fatica a tenere testa al gruppo giovanile noto come i Giovani Titani, e lì aveva senso. I nostri erano giovani e inesperti, e si voleva mostrare un evoluzione del gruppo, e anche di Deathstroke, che nel frattempo iniziava a sfociare nel grigio degli anti-eroi. Facendo di un personaggio un MEGACATTIVO COL POTERE DI UN MILIONE DI SOLI IN ESPLOSIONE, si fa un errore tattico. Cioè si toglie ogni minima sospensione dell'incredulità. Perchè se io penso che un tizio sia fortissimo con la pistola, posso anche pensare che un tizio possa creare qualunque cosa usando un anello verde. E se penso questo, allora il tipo con la pistola è spezzatino nelle mani del tipo in verde. Ma no! Perchè quel cattivo lì deve vincere perchè è simpatico a me
Sono fermamente convinto che questi siano fumetti, e che la mia opinione sia un sasso in un ruscello pieno di macigni, ma per me un cattivo come si deve, dovrebbe riuscire a fare la stessa cosa che fa l'eroe: dare un messaggio. Principalmente negativo (poi è vero che i cattivi vendono un sacco, hanno anche i costumi più fichi di base), ma anche un po' tragico. Tutti i fumetti di supereroi sono tragici, ma ricordiamoci che il personaggio più tragico della Marvel è un cieco che si veste da diavolo, e quello Dc è un riccone vestito da pipistrello, i loro cattivi non possono essere tanto meglio. E infatti sono un obeso che fa il boss del crimine (che adoro perchè fat power) e un mingherlino con la fissa degli indovinellli. Che sono entrambi forti nel loro essere folli, in uno si vede a cosa porta la sete di potere, e l'altro dimostra come un talento usato male porti alla rovina. C'è della roba forte dietro, non solo i cereali.
A lungo andare però il cattivo diventa cattivo solo perchè l'antagonista vende. Non c'è creatività nel suo uso, non c'è aggiungere del nuovo per coprire il vecchio. C'è solo mettere un tipo che fa cose orrende perchè ci vuole quel 50% di botte. Che ripeto essere mandatorio, uno legge il primo numero di Ultimate Fantastic Four e lo trova pieno di fuffa e si sente un po' triste.
E' vero, si possono fare ottime storie anche senza un cattivo. Calvin & Hobbes è un signor fumetto e la cosa più vicina che c'è al cattivo e un bullo seinne che si fa la barba, e non appare neanche in un 15% delle strisce.
Il cattivo però esiste per un semplice motivo: deve rappresentare le sfide che l'eroe affronta. Ogni singolo cattivo della storia delle storie è una metafora delle difficoltà della vita.

Chiamatemi ottimista, scemo, o uno che ha letto troppe volte la serie originale di Warlock, ma io credo che le persone veramente cattive siano pochissime. Credo che la maggior parte della gente sia solo molto spaventata dal mondo. Che fa paurissima me ne rendo conto. Ma chi è cattivo veramente, è una minoranza. I fetenti invece aumentanto di giorno in giorno, ma torniamo al dunque.
Nel fumetto, dove tutto è generato dalla mia testa (e da quella del mio disegnatore/scrittore) l'antagonista quindi rappresenta qualcosa. Come detto poco fa, un cattivo può essere un riflesso oscuro dell'eroe, un riflesso distorto dell'umanità, o, se vogliamo fare i filosofici, un punto di vista diverso. E lì...beh lì devi essere davvero bravo come scrittore.
Perchè alla fine sta tutto lì. Io sono buono e tu sei cattivo perchè tu sei diverso da me, e compi scelte che i trovo aberranti, e, nel caso dei fumetti, oggettivamente criminali. Come buttare giù le fidanzate da un ponte, uccidere adolescenti a manganellate, tagliare mani a nuotatori olimpionici e ad libitum sfumando.
Per me Giovanni, un grande cattivo, un cattivo che funziona deve avere un bel mix di motivazioni, centro, evoluzione e pericolosità.
Caso numero 1: Lady Shiva Woosan. Cresciuta fin dalla nascita per essere la migliore assassina del mondo, Shiva vuole trovare la morte per mano di qualcuno migliore di lei, senza sapere che chiunque sia migliore di lei sa che ucciderla non sarebbe una soluzione adeguata. Un personaggio altamente tragico, dotata di una forza considerevole e di una storia alle spalle ragionata e ben costruita. Ne abbiamo però parlato meglio qui.

Altro grande esempio di criminale è il Barone Helmut Zemo, figlio del criminale nazista Heinrich Zemo, il nostro Helmut proverà a combattere Capitan America per vendicare il padre, solo per trovarsi poi la faccia sfregiata durante uno scontro col Capitano. Nel corso degli anni Zemo abbandonerà l'ideologia fascista del padre, per adottare un modus operandi più pragmatico, basato non più sulla sua superiorità assoluta ottenuta attraverso la nascita, ma ottenuta perchè lui è Helmut Zemo. E gli altri sono solo insetti.
Freddo fuori ma passionale dentro, calcolatore e astuto, nonchè più grande spadaccino del cosmo Marvel, il Barone Zemo riesce senza particolari problemi ad essere una minaccia, e un riflesso oscuro dell'Hubris nascosta nell'animo umano, dopo aver passato un periodo come riflesso di come si può diventare sotto un'educazione fatta di odio e disprezzo. C'è della positività in Zemo, che viene però annientata da una negatività intrinseca, che anche nel periodo in cui il buon barone giocava a fare l'anti-eroe (molto meglio di altri) lo spingeva lo stesso nel nero mondo malvagio del fumetto.
Ma se devo scegliere, quello che è il più grande cattivo del mondo del fumetto, quello che è colui che spezza i sogni e le speranze, quello che è colui che ti mostra come sei veramente e te lo fa disprezzare, quello che è stato creato da un uomo che sapeva davvero come era il mondo ed esorcizzava le sue paura col fumetto, quello che è ora e per sempre il nuovo dio di alcuni, beh, Darkseid è.
Nato dopo la morte dei nuovi dei, Darkseid è il Dio del Male. Puro e semplice. Cioè, si chiama lato oscuro, cosa volete di più. Darkseid è puro male. E un personaggio così cattivo e imponente, che non è soddisfatto del male che riesce a creare perchè nel mondo c'è ancora speranza. E' un cattivo che vuole eliminare la nostra più grande ricchezza, la nostra diversità e il nostro pensiero.
Darkseid incarna tutte le qualità del cattivo da fumetto, e anche qualcuna dei cattivi veri della storia.
Darkseid distorce tutto quello che gli gira intorno per renderlo orrendo. Ma la cosa che più lo rende spaventoso, è che solo i bambini riescono a vederlo per quello che davvero è, mentre gli adulti mascherano il suo aspetto, e la sua aura di malvagità dietro una marea di scuse. E questa cosa, l'ha scritta un signore ebreo negli anni 70. Per questo lo chiamiamo il re del fumetto. Perchè era troppo modesto per definirsi l'imperatore.

Questo è quello che per me deve essere un cattivo da fumetto. Un qualcosa che giustifichi, ma non troppo, il suo perdere sempre, ma il suo ritornare in modo metodico. Perchè le sfide che incontriamo nella vita, grandi o piccole, variano forma e dimensione, ma a volte ritornano. E spesso più forti e astute di prima. Ma se ogni uomo si trova nel giusto, e tratta gli altri come vorrebbe essere trattato lui stesso, allora ogni uomo può essere Superman. E può scacciare il dio del Male. Non tutti ci riescono. Non a tutti succede. Ma questi sono i fumetti. E mai nessun medium pop ha mai portato così tanti messaggi di speranza.

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Devo smetterla di mettere la cultura qui dentro. Ho una reputazione di principe degli sfigati da difendere. Pronti a partire. Let's go!

8 commenti :

  1. Varie ed eventuali, caro Giova. Dal mio punto di vista un cattivo interessante deve avere varie sfumature, e spesso con il suo fascino contribuisce al successo dell'eroe. A mio parere Capitan America non ha mai avuto un successo clamoroso perché il Teschio Rosso, col suo essere un'incarnazione del male pura e semplice, anche se solo un essere umano, non risulta interessante. Il Mandarino in teoria potrebbe avere maggiori punti di interesse, ma non sono mai stati approfonditi. Inutile dire che il Dottor destino, Loki, Magneto, Lex Luthor, hanno tutt'altro fascino. Voglio dire, Darkseid mi piace molto, ma la sua versione più ironica e tormentata (il Thanos di Starlin) si fa preferire. Trovo interessante e pieno di fascino anche Norman Osborn (la schizofrenia, l'ammirazione per Peter, l'affetto per Harry, il desiderio di potere, il suo vedersi come l'unica speranza in un mondo di folli superpotenti), ma lì secondo me si è andati troppo oltre nel suo rapporto con l'eroe, come osservava anche Leonardo Ortolani in una sua storia di Rat-Man:voglio dire, ha ucciso la fidanzata, il fratello, chissà quanti altri, e stai ancora a temporeggiare? Non dico a sangue freddo, ma in combattimento lo fai fuori, e basta! Ah, a questo punto è inevitabile chiederti un post su Zemo (anche se più grande spadaccino? Dane Whitman e Jacques Duesnue avrebbero da ridire) e su Darkseid.

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    1. Copincollo la mia risposta e aggiungo due cose. Avrebbero da ridere perchè uno è invidioso, l'altro è un pelo morto ecco. Su Darkseid ho scritto nel mio post sul quarto mondo (che è qui http://comicsverse.blogspot.it/2012/06/il-quarto-mondo-e-i-nuovi-dei.html). Su Zemo ci arriverò! Infatti ho scritto che esistono diversi fattori per definire il successo di un cattivo. Su Loki non sono per nulla d'accordo, perchè lo ritengo molto scarso come cattivo, sopratutto se vicino al Dottor Destino, che è oggettivamente uno dei migliori cattivi di sempre (se non avesse avuto quella breve parentesi del suo "Maestro" sarebbe stato qui, ma poi di lui ne avevo anche già parlato in lungo e in largo). Norman Osborn lo si è voluto far diventare Lex Luthor quando andava bene come Osborn. E poi ripeto, la sospensione dell'incredulità cala quando il fumetto è fatto male. O quando ti annoi. E spesso i vecchi lettori un po' testoni fanno la seconda :P. Io sono pro ai cattivi monolitici, ma se gestiti bene. Thanos scritto sa Starlin per me è come Deathstroke: un cucciolino scritto dal suo padroncino. Anche a me piaceva molto il titano nella saga del cubo cosmico e nel guanto dell'infinito, poi un po' mi è diventato meno simpatico

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    2. Allora, replicando nella nerdaggine più totale:Il Cavaliere Nero non sarebbe mai invidioso di quel disadattato bisognoso di affetto paterno di Zemo, e per l'altra cosa sfodero Philip Jalvert (lo Spadaccino alternativo dei Vendicatori di Harras). Loki mi piace per la questione delle sfaccettature di cui sopra, mentre sono d'accordo che il ciclo del "Maestro di Destino" è stato un orrore (ne abbiamo parlato a suo tempo, Destino che riconosce uno come suo maestro non ha senso, tanto più nel campo della malvagità, visto che lui non si considera tale). Hai ragione sulla Luthorizzazione di Osborn, ma era già un personaggio variegato prima (anche se ricordo una storia dei Thunderbolts in cui in pratica lo fanno diventare Joker). Quanto a te, il Thanos che mi piace è esattamente quello che citi tu (oltre ovviamente a quello del primo ciclo di Warlock scritto da Starli, quello del Magus e seguente, tra le cose migliori che ho mai letto)

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    3. Levando il fatto che i suoi problemi col padre li ha superati da tempo "invidioso" era ovviamente ironico. Ma Whitman ha sempre potuto contare su una spada magica, il che lo rrnde ma.bravo, ma dà alle imprese di Zemo più potere. Javert è però un pelino in un 'altra dimensione :P
      Io le sfaccettature di Loki non le ho mai viste. Tranne in alcuni cicli, mi è sempre sembrato un altro classico pupazzone vuoto buono per dire quelle due/tre cosette furbe. E anche se Simonson lo scrisse bene, per me un ciclo di figaggine non vale una vita di gloria :) Una certa costanza, anche non scolpita nella pietra per me è molto importante. Parliamo di archetipi. Senza centro son solo tipi

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  2. Lavendercloud2 luglio 2014 16:34

    Ormai commento molto meno, ma qui c'è un'allarmante penuria di opinioni Giova! Non sono per nulla d'accordo col tuo ragionamento. Un cattivo che muta è un cattivo vivo, perchè secondo me mette sempre l'eroe alle corde. Che i buoni debbano avere un centro mi sembra giusto, ma i cattivi secondo me devono essere un po' imprevedibili. Forse un modo giusto per unire le due idee sarebbe creare più cattivi e smetterla di usare gli stessi tre a rotazione....Comunque a livello puramente tecnico sono estasiato da questo articolo. Dici scemate ma scrivi bene!

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    1. Ponendo che commenti meno qui, ma nella vita reale molto di più, prenderò il tuo ultimo commento come un compliemento :P E per quanto capisca il sentimento che anima il tuo amore per i cattivi banderuola, io non li vedo così interessanti!

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  3. Grazie per la bella risposta alla mia domanda! Sono stato via per un po' ed ho avuto tempo di leggerla solo ora!

    La tua analisi mi è piaciuta e sono sostanzialmente d'accordo con te. Per quanto riguarda i commenti sul Thanos di Starlin, mi piaceva molto all'inizio (fino al Guanto) però poi la cosa diventa troppo tirata. Si ha l'impressione che lui sia il più forte perché lo ha deciso l'autore. Punto. E non c'è cosa più sbagliata.
    Invece il Teschio Rosso per me funziona. E' un cattivo molto stereotipato, ma anche Capitan America lo è un po', quindi secondo me è un'ottima nemesi per lui.

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    1. Grazie a te per il supporto! Sul fatto che l'abbia letta solo ora non è per nulla un problema! Finchè non mi dossano davvero il blog resta qui :) Thanos di Starlin è molto il dio dei fumetti scritti da Starlin. Ma succede spesso con mille autori (e come te non credo sia una cosa bella). Capitan America non lo vedo molto stereotipato (tranne che nel ciclo corrente) però è vero che, essendo il più buono dei buoni deve avere il cattivo più cattivo dei cattivi!

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