Didascalia

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giovedì 22 maggio 2014

La Copper Age del fumetto (Comics Clichè)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che segue le nuove mode. Torniamo a parlare di storia del fumetto, introducendo l'era moderna! Ma siccome l'era moderna a quanto pare dura fino ad oggi, e sono tipo 30 anni, abbiamo deciso di dividere quest'epoca fumettosa in più segmenti. Oggi, parliamo di una divisione molto recente, la Copper Age! Scopriamone di più dopo l'intervallo!
Ah, la posa dell'uomo ragno più vista del mondo. Nonchè in camera mia sotto forma di poster

"Copper Age" (Età del rame) è un termine coniato da recenti da numerosi appassionati di fumetto per distinguere un trend particolare nell'erpoca del fumetto, che separa la bronze age dalla prima metà degli anni 90. Possiamo dare quindi un ipotetica idea di quanto sia durata quest'era dicendo che la CA inizia nel 1984 e finisce intorno al 1991.
I semini piantati dalla Bronze Age iniziavano a dare i frutti, e il periodo storico per il fumetto sembrava essere tornato a sorridere. Si riprovò così a rilanciare vecchi personaggi come Capitan Atom o Flash, preparandoli per un nuovo pubblico, presentando storie sempre più complesse, cariche di sottotrame e comprimari che non fungevano più solo da sfondo, ma diventavano parte integrante della trama, arrivando ad avere anche interi numeri dedicati a loro.
In questo periodo inoltre, un certo franchise divenne in pratica un modo sicuro per fare soldi: gli X-men. I mutanti erano la testata che più tirava nel panorama del mondo del fumetto.
Complici i testi di Chris Claremont che gestiva il mondo X da una vita e mezza, i mutanti avevano sempre più spazio di manovra, riuscendo ad acchiappare la maggior parte dei giovani lettori con i loro personaggi colorati ma carichi di ansie e paure. Il medium fu talmente forte da ispirare numerosi serie spin-off, e anche "imitazioni", come i New Teen Titans di casa Dc.
Nel frattempo, sulla serie degli uomini X si alternavano diversi disegnatori che sarebbero in seguito diventati superstar, e iniziava a farsi strada un nuovo trend.
Grazie ad alcune nuove leve, il disegno, un tempo considerato "il lato minore" del fumetto dalle politiche editoriali, divenne in breve tempo la forza trainante del fumetto, diramando così il modo di fare fumetto su due binari: il primo, quello con storie piene di comprimari, lente ma appassionati, e il secondo, quello con disegni con proporzioni senza senso ma terribilmente nuovi e accattivanti,con storie velocissime, ma senza alcuna sostanza. Esemplare è l'introduzione di numerosi personaggi, che risultavano alla fine opera di disegnatori "puri", e che quindi pur essendo esteticamente quasi perfetti, risultavano scarni a livello di personalità, cercando di concentrarsi più sull'essere "un duro" piuttosto che un personaggio vero e proprio. Citiamo ad esempio il primo Deadpool, che, invece che essere il simpatico mercenario chiaccherone che spacca i fan fra chi lo ama e chi lo odia, era il mercenario Deathstroke con il costume dell'uomo ragno. Quindi un pratica un clone, preso da un clone. AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH
Causa di questa rinascita dei duri, si potrà affidare al buon Frank Miller, prima che diventasse un fascistoide pazzerellone (ed era solo un fascistoide di talento), che ci presenterà due versioni "definitive di Batman", "Il ritorno del Cavaliere Oscuro" e "Batman Anno Uno", pietre miliari del fumetto, che però ci costringeranno a vita ad avere didascalie con frasi da spaccamontagne solo per dimostrare che il personaggio in questione è uno tosto. Grazie Frank.

Durante la Copper Age inoltre, di cercherà sempre più di diversificare il panorama fumettistico, cercando di catturare l'essenza del fumetto, e proporlo anche a generazioni più o meno adulte. Grazie alla collaborazione di numeroso "sangue nuovo", preso dirtettamente dal mercato del fumetto britannico, il comic americano passerà così ad uno stadio successivo, presentandoci decostruzioni del mito del supereroe, il ritorno di temi sovrannaturali e horrorifici (complice una revisione del comics code autorithy), e opere letteralmente da vertigine.
Nel 1986 inoltre le due grandi case editrici Marvel e Dc lanceranno due inziative che, a detta loro avrebbero cambiato il volto della casa editrice.
La Marvel, nel suo 25esimo anniversario lancerà una nuova linea editoriale, che presentava personaggi nuovi calati in contesto moderno, nota semplicemente come "New Universe". L'idea era quella di presentare nuove situazioni a nuovi lettori, e di stuzzicare la curiosità di quelli vecchi.
Il progetto nasceva dalla mente dell'allroa editor capo della Marvel, Jim Shooter, un uomo gigante che aveva un senso del marketing spaventoso (fu lui a cambiare il costume dell'uomo ragno con quello nero. Non perchè quello nero fosse fico, ma per poter fare più giocattoli), ma la sua creatura, una volta che Shooter lasciò la Marvel cadde nel dimenticatoio, anche perchè, a aprte qualche serie (si occhei, una: D.P.7) la linea non era di qualità eccelsa.
La dc invece diede un colpo di spugna a tutto il suo universo narrativo con l'eventone in dodici parti noto come "Crisi sulle Terre infinite", che non solo era una figata, ma lancerà di nuovo la Dc al top della qualità per almeno qualche anno. E quindi boh, avevano davvero cambiato qualcosa. E poi, non lo so. Ogni volta che vedo questa copertina mi viene un certo...MORTE AL MONITOR!
Il successo di Crisi sulle terre infinite porterà anche un'altra rivoluzione di mercato: l'estrema popolarità sul mercato del formato "miniserie", ovvero una storia contenuta in pochi numeri, facilmente raccoglibile in volume (idea che solo qualche anno prima sembrava una scemata).
Il formato diventerà uno stabile della Copper Age, e verrà usato dalle case editrici per saggiare il mercato per eventuali nuove serie, oppure per finire avventure lasciate in sospeso.
Questo momento di floridità fumettistica porterà alla ribalta anche il fumetto indipendente, specialmente quello in bianco e nero.
In questo periodo vedremo infatti la nascita di uno dei più grandi fenomeni di carta degli ultimi anni, le famose Tartarughe Ninja, le cui origini risalgono proprio ad una pubblicazione indipendente fatta da due giovani ragazzi che volevano sfondare nel mondo del comic book.
Il successo planetario del franchise col guscio porterà alla nascita di numerosi imitatori, ma anche ad una rinascita del fumetto in bianco e nero, visto come un alternativa positiva al mondo dei supereroi controllato dalle Major Marvel e Dc.
Saliranno così alla ribalta dozzine e dozzine di piccole case editrice indipendenti, come la Comico, la Eclipse, la Fishwraps e molte altre case preesistenti (come la Phantgraphics, che è tipo la Coconino Americana) otterranno molto più riconoscimento. Queste piccole realtà daranno origini a progetti particolarissimi, legati a certi tropi del fumetto, ma al contempo slegati, raggiungendo un certo successo, e dando la possibilità a molti futuri autori "superstar" di farsi le ossa.
In questo periodo nascerà anche la Valiant Comics, realtà alternativa al fumetto mainstream, gestita dal buon Jim Shooter. La casa editrice diventerà particolarmente famosa, anche a ragione, presentava le avventure di un tipo che spaccava i robot a mani nude, dai, chi non vorrebbe leggerlo.
La casa editrice che però gioverà più di questa crescita sarà la neonata Dark Horse, che, dopo aver acquistato diverse licenze, inizierà a proporre fumetti autoriali, che diventeranno in poco tempo dei classici. Citiamo ad esempio Concrete, la storia di supereroi senza i supereroi.  In pochissimo tempo, la Dark Horse diventerà la terza più grossa casa editrice americana (nel momento in cui viene steso questo articolo è in quarta posizione).

Il clima di novità colpirà anche l'inossidabile Archie Comics, che lancerà una nuova serie di avventure per ragazzi di tutti le età, dando sempre più spazio ai suoi personaggi femminili, ma anche a quelli un po' più bizzarri. La Archie lancerà anche una seria fumetti che vedeva l'allegra compagnia di Riverdale vivere avventure durante il periodo delle elementari, precedendo di poco la moda del presentare versioni "giovani" di personaggi già famosi. Diavolaccio Archie Comics. Ci seppellirai tutti.
Inoltre, la moda lanciata pochi anni prima di presentare fumetti legati a proprietà esterne alle case editrici come giochi e giocattoli, porterà alla nascita di fumetti biografici sulla vita di questo o quel personaggio famoso. Assieme a quelli sulle star del wrestling, o del baseball, i fumetti biografia di maggior successo saranno quelli sulle rock band.
La copper Age finirà però nel 1991, quando Jim Lee, famoso disegnatore Marvel, disegnerà una nuova serie degli X-men, il cui numero 1 è il fumetto più venduto nella storia del fumetto, potendo contare otto milioni di copie vendute. No davvero, non sto esagerando. OTTO MILIONI. Diventato milionario prima dei trent'anni, Jim Lee deciderà di lasciare la Marvel, della quale non condivideva le idee sui diritti d'autore, e si porterà dietro qualche amico: Rob Liefeld, Todd McFarlane, Erik Larsen, Jim Valentino, Mark Silvestri e Whilce Portacio, tutti disegnatori che avevano raggiunto enorme popolarità (tranne Valentino) grazie al loro stile di disegno nuovo ed accattivante. I sei fonderanno così una nuova casa editrice, la Image Comics, che ci porterà direttamente nell'età oscura del fumetto.

La Copper Age, seppur abbia ricevuto un nome solo di recente, è probabilemente una delle più amate dai fan. Ha segnato l'inzio delle storie autoconclusive, che sono poi diventate uno stabile nel mercato. Ha dato origine al trend delle storie sempre più complesse, con abili sottotrame e personaggi sempre più caratterizzati, aumentando i toni da soap opera, e rendendo più accattivante il design di moltissimi eroi in costume. E' stata un epoca di innovazioni, certo, non tutte positive nè particolarmente originali. E' riuscita però ad imparare la lezione dalla Bronze Age, ed riuscita ad innovare e rinnovare il fumetto, senza invadere il mercato con roba a caso. E' stata una cavalcata breve, ma elettrizzante. Capito? Rame, elettricità... Oh gente, non mi possono mica venire tutte bene

E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti.E sì, la prossima volta saremo ESTREMIIIIIIIIIIIII. Pronti a partire. Let's go!

14 commenti :

  1. E previsto un post futuro su Chris Clameront?

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    1. Per politica del blog, non parlo degli autori. Non credo sia costruttivo parlare di questo o quel personaggio non conoscendolo personalmente. Io posso dirti benissimo che Mark Millar non mi piace, ma che sia antipatico è una voce che non posso smentire perchè, beh non siamo amici. Parlare degli autori significa andarsi non solo ad impleagare su gusti personali, ma anche in "gossip" che non mi interessano. A meno che non ci siano prove certe ovvie (tipo Bob Kane che ruba). Quindi per ora non hoidea di come gestire un post su un autore senza essere troppo di parte, credo che l'autore sia molto più controverso dei personaggi, e per ora preferisco evitare

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  2. A quando il periodo ESTREMOOOO? Non vedo l'ora :)

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    1. Non ti so dire. Di base questi post richiedono molto più tempo di altri, e quindi non sono proprio i poiù semplici da preparare. Spero presto aqnche se capisco poco l'ansia :P

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  3. Ok, ma che Frank Miller si sia rincoglionito (sia a livello di idee che di qualità delle storie) si può dire! E poi, fermi tutti! Il fumetto dei Guns and Roses? Lo voglio prima di subito!

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    1. Sin infatti l'ho detto ;) Su Ebay lo si trova al modico prezzo di una cinquantina di eurini!

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    2. Ma tutto sommato continuo ad ascoltare le canzoni! LOADING LIKE A FREIGHT TRAIN...

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    3. E allora va bene! Io sono sempre stato più un tipo da "Appetite for destruction"

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  4. Infatti! Quello era l'inizio di Nightrain, proprio da quell'album.

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    1. Mi rendo conto che leggendo così sembra che io non ti dia ragione, ma il mio discorso era "E' vero! Anche io sono tipo da quell'album". Ma l'ho scritto malissimo. Ed è anche vero che mi piace molto l'album per il titolo :P

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  5. Gran bel titolo! e gran bella copertina!

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    1. Io l'avrei sempre voluta parafrasare e farmi una maglietta con su scritto "appetite for everything", ma la dieta è un amante crudele

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  6. A quando un post sulla run degli X - Men di Grant Morrison?

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    1. Ti dico, il blog una scaletta non ce l'ha. Sono serissimo. Di solito mi metto al pc e dico "occhei, vorrei scrivere di questo", e poi la voglia mi passa. Tutto dipende da come mi prende la voglia di scrivere di questo o di quello, quindi non so mai dire con largo anticipo quello che farò. Inoltre tutto dipende dai miei fondi, che non sono illimitati, e sono presi anche da altre spese. Mi piacerebbe saperttelo dire, ma la verità è che non ne ho idea. Se non me l'avessi scritto qui, non credo che ne avrei neanche avuto l'intenzione di parlarne. E' per questo che faccio i mesi delle richieste! :P

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