Didascalia

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venerdì 20 settembre 2013

Animal Man di Grant Morrison (Dame Tu Vertigo)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che si chiede "Che dice la volpe?" e che conosce un grande, piccolo consiglio per quando le cose vanno male. Sotto i riflettori di Dame Tu Vertigo c'è oggi il fumetto mainstream Americano che ha un po' lanciato lo scrittore Grant Morrison al pubblico internazionale, una storia a fumetti di eroismo,famiglia e fumetti, che ha un posto speciale nel mio cuore perchè è stata la prima saga a fumetti "da grandi" che io abbia mai letto. Partendo dal secondo volume. A sfregio credo. Una saga che ha avuto un grande successo di critica, e che ancora oggi si considera uno dei più bei lavori del'acclamato scrittore scozzese. Scopriamo il perchè dopo l'intervallo.
A mia difesa posso dire di essermi accorto che stavo leggendo il secondo volume più o meno a metà lettura, e per una storia di Morrison sono bei risultati.

 Creato da Dave Wood (testi) e Carmine Infantino (disegni) su Strange Adventures 180 del 1965, Animal man è noto all'anagrafe come Bernhard "Buddy" Baker, ed è un uomo sui trentacinque anni con l'hobby della caccia. Durante una battuta, il nostro trova una misteriosa astronave, che per quella casualità possibile solo nei fumetti, decide di esplodere in faccia a Buddy.
Invece che ricevere ustioni su tutto il corpo, il signor Baker ottiene buffi superpoteri, ovverosia la capacità di assorbire e replicare le capacità di qualsiasi animale nelle sue immediate vicinanze, ottenendo quindi ad esempio la forza di un gorilla o lo scatto di una tigre e anche di combinare più abilità. Dopo essersi sposato con la fidanzata Ellen, Buddy deciderà di usare i suoi poteri per combattere il male con il nome di Animal Man, e collezionerà ben 11 apparizioni in più o meno vent'anni di vita editoriale, arrivando a fare qualche comparsata a metà degli anni ottanta nel gruppo di supereroi noti come "Gli eroi dimenticati".
 Ma nel 1988 in casa Dc si respirava vento di novità, ed era iniziata la caccia alle teste, teste nuove, teste di scrittori che dovevano provare a cambiare le carte in tavola nel mondo degli eroi in spandex, teste britanniche. L'occhio dell'editore di Superman cadrà quindi sullo scozzese Grant Morrison (nel periodo in cui aveva ancora i capelli) e gli affiderà il personaggio di Animal Man, in una miniserie di quattro numeri 8che diventerà poi una serie regolare di cui lo scozzese scriverà  26 numeri), come trampolino di lancio per un ipotetico rilancio dell'eroe animale. In verità Morrison aveva altri progetti, ma prenderà volentieri le redini del nostro zoo umano (coadiuvato a disegni da Chas Troug,Doug Hazelwood e Tom Grummet), proiettandolo con forza negli anni 80, facendo però qualche cambio al personaggio (ORRORE E RACCAPRICCIO!)
 Buddy adesso è più giovane, ha ricevuto i suoi poteri durante l'adolescenza, ma è sempre sposato con Ellen, che funge un po' da bussola morale per il nostro (nonchè fonte di sostegno economico essendo il nostro eroe uno stuntman disoccupato) nonchè da madre amorevole per due piccoli bambini animali.
 Introduciamo Clifford e Maxine Baker. Il primo, metallaro di nove anni in erba e dall'umorismo caustico, la seconda dolce bambina dell'asilo amante degli animali. Mentre il figlio maggiore non trova molto interessante la vita da eroe del padre, Maxine è molta contenta che il suo papà sia amico degli animali.
 E' questo il nuovo status quo di Animal Man: padre disoccupato che vive in periferia e che indossa una giacca sopra il costume per metterci le chiavi, il walkman e il pranzo. Se pensavate che la vita precedente di Animal Man fosse squallida, la sua nuova esistenza non è forse da meno, in un mondo di eroi sposati con supermodelle e che devono "preoccuparsi dell'affitto" solo quando viene comodo alla trama, Buddy Baker entra di prepotenza in un mondo che sembra quasi "reale", creando una sorta di "Supereroe/Uomocomune" secondo la miglior tradizione Marvel, ma con quel fondo di bizzarria e di meraviglia tipico della Dc dell'epoca.
I primi quattro numeri di Animal Man hanno a che fare ovviamente con le bestie, più precisamente con una grossa scimmia, usata da un laboratorio per sviluppare un virus assimilabile all'antrace. Peccato che il primate in questione sia l'assistente dell'eroe africano B'wana Beast, che nella migliore tradizione fumettistica si ritroverà a sfidare il nostro Animal Man.
Da buon protagonista, Buddy uscirà vittorioso dalla sfida, ma anche profondamente cambiato.
 Animal Man inizierà sempre di più a ragionare sul cosa significa avere poteri animali, e anche sui diritti di questi ultimi, iniziando ad aderire ad associazioni animaliste e anche diventando vegetariano.
Oltre al sottofondo sociale però, vedremo il nostro anche fare classiche cose da eroe, fra cui combattere supercriminali, entrare nella Lega Della Giustizia e trovarsi i poteri scombinati grazie ad una bomba genetica mandata sulla terra da un conclave di razze aliene. Sapete, le classiche cose che succedono nelle periferie.
 Dopo un avventura con l'eroina Vixen, il nostro scoprirà la vera origine dei suoi poteri: una misteriosa energia nota come campo morfogenetico (per gli amici "il rosso") che lega tutti gli animali che hanno mai vissuto sulla Terra.
Animal Man incontrerà anche i custodi di questa energia, gli stessi alieni gialli che l'avevano sfidato molti anni prima, che riveleranno di essere gli artefici di tutta la vita di Buddy, ma che qualcosa aveva interferito con i loro piani, arrivando addirittura a modificare l'esistenza di Animal Man.
Dopo un piccolo intervento, Animal Man tornerà integro, e con poteri rafforzati.
 La serie proseguirà sui suoi binari, tessendo un complesso arazzo narrativo che comprende sia pillole di vita periferica, azione eroica ma anche un profondo sottofondo sociale, con un Buddy combattuto sul proseguire attività politica come animalista dopo aver osservato alcuni gruppi estremisti, ma comunque shockato da quello che passano gli animali usati come cavie.
 E anche sprazzi di mondo reale, come le lotte politiche in Africa e piccoli intervalli apparentemente privi di senso, a proposito di un bambino che crede di vedere una volpe magica (in realtà sono le luci dell'autostrada) e che decide di comunicare con questo mistico animale, da lui ribattezzato Foxy con una torcia elettrica, dimostrando come la serie possedesse una particolarità molto rara, una buona dose di Simbolismo.
Nel frattempo, cose strane succedono a casa Baker. Una forza misteriosa rompe vetri, muove una tavoletta Ouja e parla con Maxine, dopo aver tracciato un paio di numeri su una finestra. Inoltre, Animal Man entra in casa e trova James Highwater, fisico che sostiene che il suo unico scopo nella vita sia parlare con Buddy a proposito dei suoi poteri.
La coppia partirà così per un viaggio spirituale (condito da un bel po' di peyote), dove Buddy incontrerà il suo animale guida, una volpe di nome Foxy (che combinazione!) che gli spiegherà la vera natura dei suoi poteri, e darà a noi lettori uno dei più grandi esempi di metafumetto di tutti i tempi. Cos'è il metafumetto? Praticamente è il fumetto dentro il fumetto. Prendiamo Amleto, la famosa tragedia di Shakespeare: all'interno della storia è inserita una rappresentazione teatrale che è un po' una versione corta della tragedia stessa.
Cosa c'entra dite voi? Beh, in un momento di illuminazione pura, Buddy si volta verso la pagina e parla con qualcuno che forse conoscete bene. Con voi che leggete il fumetto. E con i suoi occhi azzurri fissi nei vostri, Animal Man urla "IO VI VEDO!"
 Buddy tornerà a casa, solo per scoprire che la sua famiglia è stata brutalmente uccisa da un assassino, noto col nome di Gufo Bianco, per conto di una multinazionale che non vede di buon occhio le attività animaliste del nostro. L'idillio della normale famiglia di periferia si romperà come un bicchiere di cristallo lanciato con forza contro un muro di cemento armato, e la scena dei tre corpi senza vita e grondanti di sangue sul pavimento, con la madre gettata quasi a proteggere i figli, può solo definirsi straziante.
 La mente di Animal Man, come quella di qualsiasi essere umano con un cuore, si spezzerà, e dopo aver tentato il suicidio, Buddy (indossando un costume fatto di pelle, per lui cosa inconcepibile) chiederà aiuto al criminale Mirror Master per rintracciare l'assassino della sua famiglia e i suoi datori di lavoro. E in quel momento ci toccherà rimangiarci tutte le battute sui poteri animali, perchè buddy diventerà un animale fatto di pura furia, uccidendo uno ad uno i quattro responsabili del suo dolore. Qualcuno lo affogherà, qualcuno lo farà sprofondare sottoterra e l'ultimo lo squarcerà ad artigliate
 Ma dopo aver capito che la violenza non gli riporterà indietro la famiglia, Buddy Ruberà una macchina del tempo difettosa, diventando così la misteriosa presenza incontrata dalla famiglia Baker nel corso della serie (gettare le premesse gente!). Dopo aver riparato la macchina, il nostro si ritroverà a dover affrontare una falla nel nuovo status quo dell'universo dopo la famosa "crisi", scontrandosi con dozzine di personaggi cancellati dall'universo all'interno dei fumetti, ma solo accantonati nell'univero reale (FUMETTI! Era da troppo che aspettavo di usarlo) fra i quali spicca il malvagio Overman, una versione violenta di Superman che vuole distruggere il mondo interpretata da Henry Cavill critica agli eroi violenti senza motivo di quel periodo. Buddy Riuscirà a sconfiggere l'antieroe e a fermare una bomba in grado di distruggere tutta la realtà.
 Ritornando ad indossare il costume classico, Animal Man si incamminerà poi verso il suo ultimo viaggio, passando attraverso il Limbo, quella strana dimensione dove vivono i personaggi a fumetti dimenticati, per trovare una misteriosa scimmia che dovrebbe aver dato inizio a tutti i suoi problemi. Buddy troverà il primate, ma troppo tardi: la scimmia è morta, ma davanti a Buddy c'è una porta, l'ultima porta che svela l'ultimo grande mistero della serie, l'artefice di tutto.
Dietro la porta c'è Grant Morrison. Davvero. Disegnato con uno stile grigio e fumoso, lo scrittore scozzese parlerà direttamente con la sua creazione, parlando di come si sia sentito a scrivere le storie di un eroe non convenzionale, di come la vita reale alla fine scriva le trame dei fumetti e di come il nostro si era immaginato un grande finale, ma non era poi riuscito a trovare la giusta ispirazione, di fronte ad un Buddy incredullo di essere solo una marionetta in mano ad uno scrittore e disperato mentre supplica Morrison di riportare in vita la sua famiglia urlando "Magari dicendo che è stato solo un sogno!". E con un Deus Ex Mahina dolcissimo, dopo aver definito l'idea di Buddy "poco realistica" Morrison la realizza, e tutto torna come prima, una piccola casa, e una famiglia di periferia con un papà supereroe.
 Ma il vero finale è la rivelazione che il bambino che vedeva la volpe immaginaria era proprio Morrison, che dopo aver conversato con il suo personaggio, ritorna sulla collina con una torcia elettrica, con la stessa meraviglia che aveva da bambino quando parlava con Foxy. E la cosa particolare è che solo da poco Morrison ha scoperto il significato del suo nome in Gaelico: "Figlio Della Volpe".
 Ma la collina non risponde. Nessun angelo custode. Morrison è tornato, e dopo aver fatto la figura dell'adulto bizzarro, lo scrittore gira i tacchi, e all'improvviso, dalla collina si staglia una lucina. Non era tornato solo il figlio della volpa, ma anche la meraviglia, e quel senso di beata incertezza di chi crede nelle favole.
 Ma non sarebbe un articolo completo su Animal Man, se non citassi il numero cinque della serie, noto come "Il Vangelo del Coyote", considerato dai più come l'inizio dello stile Morrison, ovverosia "scrivi cose a caso che sembrano avere significato enorme ma poi sono davvero a caso e si risolvono in piccole cose". Il coyote del Titolo è un certo Crafty, omaggio a Wile E Coyote, il nostro viveva in un mondo di animali fatti a cartoni animati che passavano tutto il tempo a picchiarsi. Stanco della sua vita, il coyote si recherà da Dio, che gli darà il potere di fermare il ciclo della violenza, scendendo nel nostro mondo, provando dolore immenso, ma finche resisterà, il suo mondo sarà libero dal male. Crafty è infatti come i personaggi dei cartoni, praticamente indistruttibile, e può rigenerarsi da ogni ferita, ma non senza una buona dose di dolore. Il nostro è però felice perchè il suo mondo è salvo.
Peccato che un camionista creda che Crafty sia il diavolo venuto a distruggere il nostro mondo.
Una storia con così tanti sottotesti che si potrebbe scrivere un blog a parte, ma sicuramente la trama vi colpirà come un pugno allo stomaco.
Animal Man è una serie splendida, ma non senza difetti. Molte trame sono lasciate irrisolte (ma questo viene fatto notare nel fumetto) e alcune scene suonano forzate, ma si tratta comunque di un primo lavoro, e possiamo perdonare il team creativo. I disegni non sono molto supereroistici, ma questo nel parere di chi scrive aiuta a creare quell'atmosfera suburbana, in un mondo di supereroi, che sarebbero super anche senza poteri.
L'autore riesce a gestire tantissimi personaggi e altrettanti tasselli di una trama più grande, dove ogni arco di avvenimenti sembra non aver alcun legame con quello precedente e quello successivo, giocando con idee vecchio stampo, in un periodo storico dove il mito dell'eroe era stato decostruito talmente tante volte che si era ridotto in atomi.
C'è un momento in particolare che è forse, anzi certamente il mio preferito della saga. Nel numero sei, Buddy deve affrontare degli alieni che hanno piantato una bomba basata sui ricordi del suo creatore: non si sa quando esploderà, si sa solo che lo farà quando troverà il ricordo col più grande potenziale emotivo. Con un brillante gioco di specchi, Morrison ci mostra il punto di vista del cattivo, e il terrore di Buddy di fronte a quello che non conosce. Tutto finisce con l'arrivo dell'eroe Hawkman, che pigia il bottone off della bomba, dando Buddy un piccolo consiglio per quando le cose vanno male "Dovevi soltanto spegnerla".
Ad oggi, dopo nove anni, non ho idea di cosa volesse dire Morrison. Era solo una battuta lunga? (Verra ripetuta giuro) Era un inno d'amore ai tempi semplici dei vecchi fumetti? E' un consiglio vero?
E se un fumetto, una cosa "da bambini" ti lascia dei dubbi su una piccola frase, a parer mio nasconde più di quello che possiamo vedere con gli occhi.
Uno dei problemi che ho quando scrivo il blog, è togliermi dalla testa le parole di altri scrittori che mi ronzano in testa mentre compilo gli articoli. Un po' su Animal Man è stato scritto di tutto, ma in particolare, non riesco a togliermi dalla testa l'introduzione di Morrison, che parla di come questo fumetto sia stato per lui non solo un modo per pagare l'affitto, ma anche un modo per collaborare con grandi personaggi e di esplorare la sua mente contorta, e che lo abbia spinto a diventare vegetariano. Forse un po' è colpa sua, ma questo fumetto mi ha mostrato come si possa fare una buona storia anche con poca azione, come piegare lo stile di disegno a quello di scrittura e viceversa, che con conta cosa fai ma COME lo fai e che anche le piccole cose colpiscono come quelle grandi. In più sono diventato vegetariano pure io. Però il mio amico immaginario era un cavallo robot.

E anche per oggi è tutto. Stay Tuned per nuovi aggiornamenti. IO VI VEDO! Pronti a partire. Let's go

11 commenti :

  1. poi commenterò anche l'articolo, ma il piccolo, grande consiglio per quando le cose vanno male quale è?

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  2. Curiosamente, ho finito di leggere la run di Morrison su Animal Man pochi giorni fa, e così ho capito che ad alcuni concetti è molto affezionato. Infatti ha riutilizzato l'idea del Limbp dei fumetti in Crisi Finale. Comunque, potresti approfondire il tuo punto di vista sul Vangelo del Coyote?

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    1. Perdonami non ho capito bene la domanda. Vuoi che parli di più della storia in se o se mi è piaciuta o meno?

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  3. entrambe le cose. Ai tempi, mi lascio perplesso, come se qualcosa mi sfuggisse.

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  4. Ecco, di per se il Vangelo del coyote è una storia complessa. Un po' perchè Animal Man non c'entra nulla. Poi a parer mio è aperta a numerose interpretazioni, la maggior parte delle quali molto tristi, però credo che il fatto che ti sfugga qualcosa sia insito nella trama. È una classica storia di Morrison, crea concetti sempre più alti e poi puf, una conclusione veloce e ambigua

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    1. A me personalmente piace, la trovo poetica e straziante comunque ;)

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  5. Grazie della tua opinione. Mi piacerebbe sapere quale interpretazione ritieni più probabile, ma se vuoi possiamo anche chiuderla qui, non vorrei sembrare troppo esigente.

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    1. Ti dico, è una storia relativamente aperta, che forse nin significa nulla, ma per me può significare "le apparenze ingannano" oppure " non sempre gli altri ci capiranno mai". Comunque parli con uno che non ha ancota capito "dovevi soltanto spegnerla"

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  6. Giovanni da come l'hai descritta sembra davvero una storia bellissima, mi ha molto colpito il tuo articolo, credo che la leggerò al più presto, complimenti come sempre :D

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    1. Grazie mille! Per me è stata un po' una porta d'ingresso nel mondo del fumetto bello, sono contento di aver catturato l'interesse!

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