Didascalia

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venerdì 16 agosto 2013

The Walking Dead (Piace a tutti tranne a me)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog che un po' teme gli haters, ma d'altro canto se arrivassero faremmo più visite, quindi non sarebbe neanche troppo male. A grande richiesta torna la rubrica "piace a tutti tranne a me", dove parliamo di questo o quel fenomeno particolarmente apprezzato, e spezziamo una lancia a suo sfavore! Oggi parliamo del prodotto con gli zombie più grosso grasso e cattivo degli ultimi dieci anni: The Walking Dead!

 Nato nel 2003 grazie alla penna di Robert Kirkman (Invincible) e alle matite di Terry Moore (Fear agent? Oh gente lavoro col materiale che ho) per la casa editrice Image, the Walking Dead è un fumetto in glorioso bianco e nero con un ambientazione horror. Direi che posso smettere con i giri di parole e arrivare alla parte succosa: gli zombie. The Walking dead tratta infatti di un mondo dove per cause sconosciute si è scatenata una strana epidemia che trasforma i morti in...beh in non morti.
Gli zombie di TWD (useremo l'acronimo per il resto dell'articolo) non sono superpotenti,superveloci o intelligenti, alcuni si fanno proprio gli affari loro, magari stando immobili al lato di una strada. Altri invece camminano, e hanno fame.Enfasi su fame.
Come nella maggior parte dei classici del genere, l'infezione è estremamente contagiosa, e si propaga attraverso i morsi degli infetti.
TWD prova a spiegare nel modo più completo possibile il comportamento degli zombie, sviluppando ad esempio che la loro specie ci vede poco, e si basa molto sull'olfatto e sull'udito, la loro forza fisica, e il loro essere, beh, ovunque.
 Protagonista della nostra storia è il vicesceriffo Rick Grimes, che, ferito in uno scontro a fuoco poco prima dell'epidemia, finisce in coma solo per risvegliarsi in un mondo dove George A. Romero era un profeta.
Uomo comune, ma con una grande fibra morale, Rick cercherà prima di tutto di ritrovare la moglie e il figlio, e in seguito di abituarsi ad un mondo dove le risorse per la sopravvivenza, dal cibo alle armi, sono merce rara. Nel corso della storia, Rick passerà dall'essere un uomo mite ad un leader indurito, ma sempre guidato dalla sua bussola interna.

Rick riuscirà a ritrovare la sua famiglia, composta dalla moglie Lori e dal figlio Carl, che si sono uniti ad un gruppo di sopravvissuti, accampato fuori dalla città di Atlanta. Il gruppo è in principio guidato dal migliore amico di Rick, Shane.
L'arrivo di Rick porta certamente gioia nel gruppo, ma sarà anche l'inizio della macchina del dramma che permea questo fumetto neanche fosse una spugna. Durante il come di Rick infatti, Shane e Lori avranno iniziato una relazione, e il ritorno dal mondo dei morti dell'eroico vicesceriffo sarà un duro colpo per il suo vecchio amico.
E' qui che ci si rende conto di quella cosa che ogni fan o responsabile editoriale del progetto vi dirà fino alla nausea: in TWD gli zombie sono come i nani da giardino. Carini sì, ma più che altro decorativi. Lo scopo di Kirkman era di mettere i suoi personaggi in un zona di pericolo perenne, per focalizzarsi solo su di loro. Avrete notato infatti la mancanza di una storia generale, ma di questo ne parleremo dopo.

 Nel mondo reale invece, Terry Moore lascerà il progetto dopo sei numeri (mordendosi le mani per il resto dei suoi giorni) e i disegni passeranno a Charlie Adler, che, seppur avrà tempo per migliorare il suo tratto, resterà forse sempre un paio di passi indietro rispetto al buon mister Moore.
In TWD invece osserveremo numerosi cambi della guardia nel gruppo dei sopravvissuti. Qualcuno morirà, qualcuno prenderà la sua strada, e a volte all'allegra marmaglia di disadattati si aggiungeranno altri sopravvissuti. Punti a favore allo scrittore per avere un cast diversificato.
I sopravvissuti riusciranno a trovare quello che sembra un rifugio sicuro in una vecchia prigione. Ecco, potrei avvertirvi che non durerà, e potrei sentirmi dirmi che è uno spoiler, ma dai. E' una serie drammatica, lo sapevi dall'inizio che non sarebbe durata.
Faremo anche la conoscenza con un altro personaggio iconico della serie, Michonne, ex avvocatessa che dopo la morte del fidanzato diventa spietata cacciatrice di zombie armata di katana.
 In un bizzarro turbine di eventi, gli "eroi" di TWD si ritroveranno però costretti a imbracciare le armi contro un altro gruppo si sopravvissuti, guidati da un uomo noto solo come il Governatore, un sociopatico che fa combattere uomini contro zombie in arene della morte.
Volendo la prigione per se, il Governatore cercherà di ottenerne l'ubicazione attraverso torture, mutilazioni (rick perderà la mano) e stupri (chissà di quale personaggio vero?).
I nostri eroi riusciranno a sfuggirgli, e Michonne torturerà il governatore in ritorsione, lasciandolo senza un braccio, un occhio e un testicolo. Per il sacro potere della convenienza della trama, l'uomo sopravviverà e muoverà un attacco in massa alla prigione, che risulterà in un mucchio enorme di morti (fra cui Lori e il governatore stesso), e della destabilizzazione della roccaforte.
La marmaglia di disadattati sarà di nuovo in cerca di una nuova casa. Il fatto che mi ricordi molto "I racconti del bosco piccolo" dice molto sulla mia formazione culturale.
 Rick, Carl (che dopo la morte della mamma inzia a dare di matto, e non che prima fosse sano.) Michonne e i sopravvissuti incontreranno quindi una carovana diretta a Washington per trovare rifugio. Il tutto si rivelerà un altra bolla di sapone, e il nuovo gruppo riuscirà a trovare rifugio in una comunità organizzata nella cittadina di Alexandria.
Fra gli abitanti della zona sicura e la marmaglia ci saranno all'inizio diversi attriti, che verranno messi da parte quando le mura della città verranno distrutte dagli zombie.
 Il gruppo riuscirà a difendersi dall'attacco  e mettere da parte le reciproche differenze, seppur Rick avesse passato un periodo dove soffriva del complesso del sopravvissuto e parlava con la moglie morta grazie ad un telefono rotto e altri sopravvissuti saranno feriti gravemente.
La marmaglia scoprirà poi che nel mondo ci sono altre colonie, ma che forse queste ultime contengono segreti inquietanti....
 Nel 2010 la serie è stata adattata in una serie televisiva di successo, con una fedeltà al fumetto relativamente buona, sebbene nella seconda stagione i protagonisti fossero innamorati delle larghe distese di cemento. In più, la serie introdurrà anche nuovi personaggi, che in alcuni casi raggiungeranno fama a dir poco memetica (Sto guardando te Daryl Dixon).
Dalla serie sono stati anche tratti alcun i videogiochi, tra cui un avventura punta e clicca della Telltale Games che ha vinto qualcosa come 80 premi "Gioco dell'anno 2012"
Ora, perchè a parer di chi scrive the Walking Dead non è un bel fumetto, cioè non è un fumetto capolavoro. Perchè intendiamoci, Walking Dead non è brutto. I personaggi parlano in modo più o meno realistico (E' Kirman, lui l'esagerato lo mangia a colazione e ci vuole sopra anche un po' di burro. PIU' BURRO!) e la composizione delle vignette è più che buona, e permette di ottenere l'effetto "colpo di scena" dando all'opera un taglio molto cinematrografico che piace molto al mio amico Raoul (nessuna parentala con Kenshiro). Certo, il taglio del disegno di Adlard non è perfetto, ma l'effetto bianco e nero aiuta un po' il disegnatore britannico.
Ma allora cosa c'è che non va? Sembra un fumetto nella media, con il vantaggio di essere di un genere di moda, e un po' diverso dai soliti supereroi!
Beh, vedete, il problema è che Walking Dead non ha una storia. Non ce l'ha, mi spiace. Partiamo da un semplice presupposto: Kirman scrive TWD mettendo l'enfasi solo sui personaggi. L'evento X accade perchè così il personaggio Y è triste. W e K se ne fregano di questa o quella cosa perchè si amano, ma qual'è lo scopo, qual'è il meccanismo di fondo?
"Ma Giovanni, tu leggi fumetti di supereroi, dov'è la storia lì? Eh? Rispondi maledetto ciccione!"
E' vero, un fumetto di supereroi non ha una vera storia, ma il tema di fondo è la formazione dell'eroe, la sua vita, i suoi amori, la sua vita, e chissà, anche la sua morte e la sua sconfitta. Ma c'è sempre un elemento di incertezza vera. In TWD l'incerto diventa certo. Pensateci, come può finire TWD? Senza finale con i sopravissuti che camminano verso il tramonto in un mondo pieno di zombie? Tradisce la premessa del fumetto. Con una cura per il virus? Meh, un po' stucchevole. Con tutti i protagonisti morti? Boh, bello (sono serio) ma comunque un po' senza senso.

 Mettiamo una cosa in chiaro: io adoro vedere un protagonista che muore, se ben scritto (anche scritto male). Soprendere il lettore è un arte, ma in TWD chi legge si aspetta il fattaccio, perchè non può succedere altro. E' anche vero che i personaggi sono belli, e l'enfasi su loro infusa è un ottima cosa, ma questo non è quello che fa un buon fumetto, questo è quello che dovrebbe fare un fumetto normale.
Insomma, TWD è come vedere Diego abatantuono vestito da scimmia che parla dei fatti suoi per due ore e mezza. Sono sicuro che sia interessante per i primi dieci minuti, ma dopo un po' la cosa non regge. La storia è lo scheletro di un fumetto, e i personaggi sono i muscoli. Puoi sollevare anche un camion per quello che conta, ma senza uno scheletro cadi sotto il tuo stesso peso.  Pesonalmente non consiglio TWD, ma se il prodotto vi incurioscisce è disponibile in italia edito da Saldapress (che se mi vuole assumere mi dia un chiamo. Anche se non credo che dopo questo exploit io sia superbenvenuto nei loro uffici)

E anche per oggi è tutto. Stay Tuned per nuovi aggiornamenti. Per favore gente, iscrivetevi al blog e condividete un articolino o due! Aiutateci a crescere, e portarvi contenuti di qualità sempre maggiori! Pronti a partire, let's go!

16 commenti :

  1. Maledetto ciccione? Giovanni, è ora che tu dimagrisca un poco, o la prossima apocalisse zombie ti vedrà tra i primi a cadere!

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    1. Partiamo dal fatto che sono un genio e che sarò indisponesabile alla sopravvivenza dell'umanità. Secondo, di recente ho perso una ventina di chili. Terzo, per quanto io riesca un poco a scherzare sul mio peso, quando lo fanno gli altri un pelo mi infastidisce ;)

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    2. Normalmente non lo faccio, ho fatto un'eccezione in quanto tu stesso lo facevi all'interno del post e si prestava per via del tema postapocalittico, in cui se non scappi velocemente non sopravvivi. Ma se ti infastidisce, scusami e ti assicuro che non ricapiterà. Comunque, complimenti per i venti chili persi, e contiamo sul fatto che tu sia indisponesabile, qualunque cosa significhi.

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    3. Figurati, è che detto da "sconosciuti" è sempre un po' strano, anche con le migliori intenzioni. Grazie per la comprensione!

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  2. Ma hai seguito tutta la storia o l'hai ritrovata in giro? Perchè sarebbe onorevole continuare un fumetto che non ti esalta solo per farci un post sul blog! Ahahahah!

    Del fumetto di TWD non ho letto nulla, la serie tv mi ha stufato dopo 2 puntate.

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    1. A parte alcuni post lunghi sulle storie di questo o quel personaggio, i post sono sempre documentati. TWD lo leggo pechè devi conoscere il tuo nemico, se non non sarebbe "professionale" ;)

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  3. Vorrei dire la mia al riguardo, dal momento che The Walking Dead è un fumetto che mi piace da impazzire.
    Attirata dalla serie tv a leggere il fumetto (purtroppo l'ho conosciuto per la serie, sì), ho notato anch'io fin dai primi numeri che alla storia mancava una vera e propria trama. Ho temuto che potesse, alla lunga, risultare noioso o senza senso, ma credo che questo susseguirsi di eventi nei volumi senza un vero e proprio filo logico, beh, il suo senso ce l'abbia.
    Immagina un mondo post-apocalittico, pieno di zombie, in cui ogni giorno potrebbe essere l'ultimo della tua vita: la trama di The Walking Dead è come i personaggi riusciranno a sopravvivere, o meno, a tutto questo! Un film sugli zombie ha una trama ben precisa, perché bisogna comprimere in due ore i fatti di una persona o un gruppo nel suo o loro tentativo di vincere l'epidemia. Cosa puoi fare in un fumetto? A meno che tu non voglia fermarti a pochi volumi, non puoi andare avanti per sempre con un unico filo conduttore, risulterebbe noioso, piatto. Ho cominciato ad apprezzare davvero The Walking Dead quando mi sono resa conto che la trama era seguire Rick e "l'allegra marmaglia di disadattati" nella loro fuga, perché in essa succedono le peggiori cose che ci si potrebbe aspettare dall'umanità in un'ambientazione del genere. La crescita dei personaggi poi è un climax geniale, il personaggio di Rick cambia in modo tragico e finisce a compiere azioni che nei primi volumi non ci si aspetterebbe, perché il mondo in cui vive l'ha obbligato. E ci sono certi personaggi che sono davvero meravigliosi, personalmente amo Andrea.
    Effettivamente la tua idea che la storia sia tenuta in piedi solo dai personaggi da una trama potrebbe avere un senso, ma non sono d'accordo. Io stessa, se dovessi lavorare ad una storia di zombie, la lavorerei così, seguendo i personaggi nel loro viaggio.
    In un certo senso la storia mi ricorda un po' il libro "La strada" di McCarthy, che non ho ancora finito, ma da quanto ho letto finora la trama è proprio il viaggio di questo padre col figlio in un mondo ormai morto (ci hanno anche fatto un film, ma non l'ho visto, quindi non posso dire niente su di esso).
    E, che non si sappia in giro (*ride*), ma anch'io penso che se i personaggi morissero tutti, magari uccisi da altri umani e non dagli zombie, sarebbe un bellissimo, tragico finale. Magari risparmiando Andrea. Pls.

    Okay, è un monologo, ma è la mia opinione sul tema "The Walking Dead manca di trama".
    Per quanto riguarda la serie televisiva, non è proprio fedelissima ai fumetti, ma è lavorata davvero bene, quindi apprezzo sia il lavoro svolto col fumetto che con la serie.

    Piccola nota: da che ricordo Michonne tagliava al Governatore il pene, non un testicolo, ma forse la pagina del Governatore ridotto malaccio mi ha sconvolta abbastanza da non farmi notare i dettagli, ahahah!

    Ho finito! c:

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    1. Vedo che non sono l'unico con molto tempo libero :) Beh, la tua è sicuramente un analisi ben argomentata, amdevo fare qualche considerazione. Primo, che i personaggi sono belli e "reali" nell'articolo è scritto. Secondo, una trama ha un inizio, una metà e possibilmente una fine, per quanto lunga che sia. TWD ha solo l'inizio, cioè si basa solo sulla sua premessa. In più la suspense a aprer mio funziona se non sai che è SEMPRE dietro l'angolo. Mi spiego meglio, se io leggo che ne so Topolino, e ad un certo punto appare paperino che urla perchè hanno rapito tutta paperopoli, quella è suspense, perchè belin, sembrava una normale storia di topi. Se leggo TWD sono sicuro che succeda un casino, e non mi godo i momenti calmi perchè, ehi, tanto c'è casino. Sul punto di vista di come lavoreresti tu su una storia di zombie non ho nulla da obbiettare, sei tu e decidi tu (io mi focalizzerei sugli zombie, prigionieri dei loro corpi e dei loro appetiti costretti a mangiare la carne sapendo che stanno mangiando amici e parenti e magari disgustati dal sapore della stessa ad esempio). Poi sono fumetti, e io sono molto critico su certe cose, se a te piace, meglio per te! Nota a margine, "La strada" finisce ;)

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  4. Pensavo di essere l'unico che non tollera TWD.
    Grazie, Giovanni: ora mi sento meno solo. (Lavos-D)

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    1. Grazie a te carissimo! Ti rendo comunque che TWD non piace neanche alla maggior parte dei centounisti. Ci sarà un motivo se stiamo tutti qui su questo blog ;)

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  5. opinione personale: gli zombie sono in realtà un inganno in questo genere di opere, una scusa per far vedere la società implodere o per tirare fuori il peggio delle persone. il semplice zombie(o una qualsiasi loro variante) è un mero espediente narrativo. prendendo ad esempio un argomento che conosco bene, nel gioco di ruolo Sine Requie nel 1945 durante il D-day i morti tonano in vita per cacciare i vivi e pota ad una vittoria del raich la caduta, uno stato feudale pontificio in italia, città alveare in russia controllate da un supercomputer, e i faraoni al potere in egitto.
    in questo ambiente i morti sono solo uno sfondo e una causa e un pericolo relativamente basso se paragonati ad abomini genetici, bio-macchine sovietiche e grandi antichi nelle profondità.
    in un film o un videogioco la semplice sopravvivenza è un motivo sufficente per proseguire l'avventura, ma in un fumetto serve molto di più per coinvolgere. E' il motivo per cui un fumetto medio Marvel o Dc non mi coinvolge senza una trama o un messaggio di sotto fondo, mentre il film dei vendicatore avrebbero potuto vendermelo solo per lo scontro a new york.
    Questa è la mia opinione personale più obbiettiva; gli zombie sono considerati i cattivi perfetti insieme a nazisti, e mi piacciono molto ma se non presentano niente di nuovo non ho motivo di leggere TWD al posto di marvel zombie o creature commando.
    detto questo vi è addirittura gente a cui non piace Megatron-!!!!-, quindi ad ogniuno i suoi gusti-

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    1. Grazie per la tua opinione Nosfy. Due appunti, nessuno batte i nazi come cattivi, e in creature commandos non ci sono troppi zombie. E sopratutto, se per Megatron diciamo quello dinosauro occhei, perchè l'altro è nettamente inferiore :P

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    2. Megatron byocombat è eccezionale(ma è un discendente credo), l'ho conosciuto con quella serie ma anche in prime è notevole. per non parlare di War e Fall of cybertron, in cui dimostra tutto il suo carisma.
      P.S. un amico mi dice che la serie a fumetti successiva a G1 dimostra un megatron dalla psicologia totalmente differente dal cartone. quindi mi baso su ciò che conosco.

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    3. Megatreon Beat Wars è un robot che si ispira al MEgatron Originale. Quello di War e Fall of Cybertron è quello della serie animata Transformers prime, che ho trovato divertente solo nel secondo gioco, e solo "pompato" nel primo. E le serie a fumetti dei Transformers sono una bestia terribile, con una continuity terribile e complicatissima, anche eprchè si son girati mezza dozzina di case editrici

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    4. io ho adorato i fue giochi come la serie prime e il primo film. Un cattivo che si presenta ammazzando "N" persone dicendo"io sono MEGATRON" non puo non avere la mia stima.

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    5. Speriamo tu non debba mai incontrare un sociopatico gentilissimo che si presenta sempre allora

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