Didascalia

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domenica 21 luglio 2013

Esistono personaggi inutili? (Comics Clichè)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con Comicsverse 101, il blog con altissime abilità grafiche. Cavoli, esistesse un font per il sarcasmo orami l'avrei già consumato tutto, ma torniamo a noi. Di recente, una discussione con l'amico e centounista della prima ora Ramon (che non mi cita mai nel suo blog, mentre qui è stato citato un po' di volte dimostrando così il mio essere una persona migliore di lui) mi ha portato a pormi questa domanda: Con così tanti personaggi nel mondo dei fumetti, esiste qualche creazione che forse faceva meglio a starsene nella testa del suo creatore? Scopriamolo insieme dopo l'intervallo.
Capisci di aver letto troppi fumetti quando non solo conosci tutti i personaggi nell'imagine, ma ti lamenti che rappresenti anche Hawkman in modalità "Guazzabuglio"


 Prima di addentrarci nei meandri filosofici riguardanti l'utilità o meno di un mucchio di personaggi finti, una premessa. Questo è un blog gestito da appassionati. Ci piace definirci critici perchè è ci divertiamo a vedere un fumetto per quello che è anche oltre la storia e i disegni, ma questo non fa di noi autorità assolute. Certo, forse abbiamo una minima conoscenza di storytelling e di composizione della pagina, ma chi scrive ha provato a mandare un soggetto a Rob Liefeld ed è stato rifiutato (che potrebbe benissimo essere un complimento), e non è certo Scott McCloud o Jim Steranko. Si tratta quindi di considerazioni personali, e non di dettami del mondo del fumetto, e sì, lo so che dovrebbe essere implicito come ragionamento, ma non si sa mai.
 In più, dovessi rispondere di pancia, sì, esistono personaggi inutili. Uno in particolare: La dottoressa Leslie Thompkins, la peggior alleata di Batman di tutti i tempi, e uno dei motivi per cui siamo lieti che abbiamo rebootato un intero universo, ma stiamo di nuovo divangando.
 Partiamo da un presupposto semplice: Il genere del fumetto seriale di Supereroi è scoppiato un po' per caso.Sul finire degli anni 30 c'era già l'intrattenimento seriale, nella forma dei romanzi pulp a buon mercato o con la buona vecchia radio, che trasmetteva già le soap opera da una decina d'anni. I fumetti avevano sì qualche protagonista ricorrente, ma l'idea di base era quella di presentare avventure sempre nuove (o riciclare le vecchie cambiando i colori del vestito del protagonista) perchè non era ancora stata trovata la formula perfetta.
E poi, arrivò Action comics 1 con la forza di un gorilla sotto steroidi. "Cioè, volete dirmi che un tizio che può fare cose fantascientifiche vende più di un cowboy che spara pallottole d'argento?" pensarono le case editrici dopo il successo di Superman, e decisero così di saltare allegramente sul carro del vincitore lasciando gli altri generi a mordere la polvere per un po'
Negli anni 40, i supereroi erano un po' come i conigli. Carini finchè li guardi, ma poi ti distrai un attimo e BOOM! Gazilioni di personaggi, fra i quali forse potevi trovarne uno con un minimo potenziale, ma il resto scadeva nel classico "eroe con identità segreta timida".
Mettiamo a confronto Superman con il suo più grande concorrente (anche perchè vendeva molto di più) Capitan Marvel, nella loro prima apparizione. Cosa notiamo? Beh, entrambi hanno un buffo costume, sono molto forti e probabilmente detestano le automobili. Poi apriamo il fumetto e con somma tristezza non leggiamo le avventure di due folli che hanno capito male il concetto di "le macchine vogliono conquistare il mondo" ma, nel caso di Superman leggiamo di un eroe del popolo che combatte corrotti e violenti, mentre in Capitan Marvel le storie di un ragazzino che vuole fare la cosa giusta con i suoi poteri sovrumani.
In linea di massima non si tratta della stessa storia, ma di una variazione sul tema mica da ridere. In pratica è la stessa strategia che usano i telefilm polizieschi: ti devo raccontare un giallo, ma su "NYD K9" parlo della lotta al crimine dell'unità cinefila di New York mentre in "CSI CesanoBoscone" mi approccio alla storia da una prospettiva più scientifica e lombarda.

Ma qui si parla di essere con grossi superpoteri, certo forse non saranno indispensabili nel grande affresco delle cose, ma una volta stabilità l'esistenza del fumetto, un personaggio che vive avventure in solitario con molti superpoteri permette di affrontare un enorme numero di problemi e situazioni (ovviamente con più o meno maestria). Ma se parlassimo di vigilanti senza veri superpoteri, potremmo definirli inutili? Prendiamo in analisi Batman (qui devo mantenere la fama di Batmanologo) e il Gufo, vigilante della Dell Comics.
 Nel caso del cavaliere oscuro abbiamo un qualcosa di portentoso, un vigilante completamente umano che basa tutto il suo essere sul FOTTUTO TERRORE che porta nella mente dei criminali, che arrivano ad essere così spaventati che anche se meglio armati del nostro (ehi, un mitragliatore è meglio di un boomerang di metallo) non riescono a toccare il nostro neanche a pagarlo. Si parla di unire due generi in uno, il poliziesco e il supereroico, dando così origine ad un mix potentissimo a livello narrativo, che riesce a coinvolgere il lettore sia sul piano cerebrale (in un buon giallo dovremmo essere in grado di risolvere anche noi il mistero, ma sfido chiunque a risolvere gli indovinelli dell'enigmista negli anni 60) sia su quello più del divertimento e delle botte, perchè Bruce Wayne sarà pure il più grande detective del mondo, ma vuoi mettere la figaggine di cavalcare uno squalo?
Il gufo è invece un poliziotto che decide di fare il vigilante per proteggere meglio la sua città. Rispetto a Batman, il gufo avrà dei gadget più fantascientifici, come una cappa aliante (prima di Batman), una pistola che provoca il buio totale nonchè la pistola GAGA che rende la gente folle per un breve periodo di tempo. Ripeto UNA PISTOLA CHE RENDE LA GENTE FOLLE. In più, aveva un sidekick nella sua fidanzata, Owl Girl che tirava calci in culo come se non ci fosse un domani invece che essere rapita ogni tre per due. Il gufo riesce a dare il suo contributo al mondo del fumetto essendo un po' meno convenzionale, e con quel minimo di follia sindacale che si chiede al fumetto. Andiamo, una donna che combatte? E poi cosa vorranno fare, votare?
 Di recente il gufo è stato riportato in auge dalla casa editrice Dynamite, che porta il nostro dagli anni 40 al presente, costruendogli intorno l'idea di storia con un protagonista "Fuori dal tempo", ma che deve combattere criminali fortissimi e scoprire l'identità della nuova OwlGirl. In pratica, un poliziesco coi supereroi, senza la pistola GAGA o le scene dove il Gufo si siede su un albero per parlare con un gufo vero, o se volete metterla in un altra maniera, Batman pulp
 E' qui che forse di può iniziare a parlare di personaggi "utili" o meno, perchè, se ci fermiamo a pensare, tutti i personaggi a fumetti sono abbastanza inutili, esistono mille altri modi di divertirsi che con un maledetto medium che prima ti fa divertire con una serie, poi fa un piccolo crossover con un altra testata e prima che tu te ne sia reso conto ti ritrovi in mano tutto Countdown a crisi infinita perchè DEVI leggere tutto quello che esce o non capirai mai nulla del grande affresco della continuty, ma sotto sotto ti senti come un drogato che cerca solo un altra dose di crack.
Possiamo dire che un personaggio "utile" sia quindi un personaggio ben costruito, e con un formula vincente, del quale magari posso anche modificare qualche dettaglio per ottenere un prodotto tutto sommato divertente, che è in pratica come fare dieci torte, ma ognuna farcita con un marmellata diversa. Peccato che se la tua marmellata farebbe vomitare una capra, io nella tua pasticceria non ci entro neanche, o per metterla in prospettiva nel mondo a fumetti, non sempre copiare chi vende funziona.
Spostiamoci un attimo dai supereroi e parliamo di uno dei pochi generi che è sopravissuto all'olocausto del fumetto americano: la commedia per adolescenti. Negli anni sono state la Marvel,la Dc e tutte le case editrici della Terra e di Marte a mangiare la polvere di un solo fumetto: Archie. E non possiamo dire che non ci abbiano provato fortissimo, cioè fra un Batman e un Uomo Ragno ogni tanto saltava fuori un "Billy" o un "Sammy" che avrebbe dovuto vincere i cuori di tutti gli adolescenti del paese, mentre un liceale con i capelli rossi che non sa decidere fra un bionda della porta accanto o una mora eredietera rideva come un matto e faceva i milioni.
 Cosa è rimasto di questi ragazzini creati per i ragazzini? Quasi nulla (tranne Archie, quello ci seppellisce a tutti), e quindi sì, nel grande schema di tutto quello che è fumetto, i fumetti per adolescenti non sono proprio il capitolo centrale della storia del medium.
Stessa cosa di può dire per un mucchio di roba uscita negli anni 90, dove tutto era (diciamolo insieme) ESTREEEEEEEEEEEMO! ma vendeva. Cavolo, vendeva eccome. Eppure, pochi personaggi anni 90 erano "utili" nel senso del termine da noi specificato. Poche personalità. poche peculiarità, era tutto un "pugno,posa da spaccamontagna,dilemma da bacio perugina per dimostrare che sono filosofico e GUARDA LA MIA PISTOLA CHE SPARA PICCOLI BAZOOKA!".
 Ma per gli standard degli anni 90 quello era utile. Era utilissimo, perchè, per quanto adesso si odi da morire la parola "commerciale" è anche vero che io pubblico un fumetto non perchè io sia Babbo Natale (sebbene abbia la stessa circonferenza) ma perchè vorrei farci dei soldini. Quindi è vero che le grosse case editrici di solito peccano in qualità, preferendo operai del fumetto a meticolosi artigiani, ma è anche vero che l'operaio magari il pane lo porta a casa, l'artigiano vive con sette gatti e si addormenta la notte sognando di scrivere Batman ma purtroppo gli hanno dato solo Il Gufo.
Ma torniamo agli 90 e ai personaggi "utili". In linea di massimo un personaggio utile dovrebbe portare qualcosa al lettore, e volendo parlare in termini spessi, ma anche al grande schema delle cose nel suo piccolo universo. Capitan America ha respinto i Nazi, Superman ha fermato un attacco alla terra manipolando i campi magnetici della luna, Batman insegna ai lettori che se ci credi e ci lavori le cose prima o poi succedono, Giant-man insegna che non importa quante volte cadi ma quante volte ti rialzi e così via. Molti personaggi anni 90 non avevano la seconda parte (ma ci provavano tantissimo ad averla) e per quanto riguarda la prima, beh, la personalità standard era "Antieroe violento" quindi fate voi
 E' anche vero che forse ci siamo focalizzati troppo sul termine "utile". Cioè, un comprimario, che ne so, un soldato ferito che spinge la Tastiera Fantasma a superare la sua paura della morte è utile in quella situazione, in quella storia, e forse avrà un grosso impatto sul nostro eroe. Il nemico della settimana della Donna Spazzacamino invece serve solo per dimostrare i poteri della nostra eroina e nulla di più. E non ci sarebbe neanche nulla di male, dopotutto i fumetti vorrebbero darci uno scorcio di vita attraverso eroi con buffi costumi, e quante volte ci è capitato di sentire un tipo che mormora oscenità sul bus e poi non vederlo mai più nella vita?
Potremmo raggiungere quindi il verdetto sì, i personaggi inutili esistono. Si ma allora perchè tutti amano Stephanie Brown? (se non sapete chi è leggete pure qui)

La nostra bionda è tipo la mascotte Dc dell'internet. Personalmente il personaggio non mi ha mai detto un piffero, un po' come Jimmy Olsen o Us.Agent. Personaggi che esistono, che nelle loro serie hanno un certo impatto, ma non mi riescono a prendere. In più, nel grande schema delle cose non hanno portato molto (Occhei Stephanie per un po' è morta, ma l'hanno modificato in frettissima, e comunque al colpa è di LESLIE THOMPKINS AAAAAAAAAAARGH!). Ma Stephanie Brown ha milioni di fan, sebbene non sia proprio l'asse portante dell'universo Dc. Perché? Beh un po' perchè va di moda. Un po' perchè essendo un personaggio di serie B, gli autori le ne hanno fatto passare di ogni, senza ritegno. E i lettori si sono affezionati a questa bionda che sorride sempre e che si veste da pipistrello, anche se porta poco all'universo Dc, chiusa un po' nella sua nicchietta. Stessa cosa per l'Uomo Ragno 2099 (di cui parliamo qui)

Versione futura (e, orrore, ispanica) dell'Uomo Ragno, Miguel O'Hara è un eroe riluttante con un bel senso dell'umorismo, un folto cast di comprimari e un atmosfera cybepunk molto ben costruita. Ma non è il"vero" Uomo Ragno, e quindi non ha più una sua serie da 17 anni (i cammei non contano).Occhei, non è Peter Parker, e verosilmente le sue avventure non avranno nessuna conseguenza  sul presente degli eroi, però il suo team creativo ci dimostra come si può rendere un qualcosa di superfluo come un qualcosa di affascinante e coinvolgente (che occhei, piace solo a me e all'amico Andrea)
In ultima analisi, l'utilità di questo o quel personaggio è tutta nella mani del team creativo dietro il fumetto. E' facilissimo provare a creare un progetto interessante usando personaggi di alto/medio livello per poi finire a scrivere un qualcosa che in alcuni paesi ha sostituito la pena di morte
 Ma anche nelle cose meno preganti si può nascondere un momento particolare, emozionate o ben costruito. Peccato che sia solo uno.
 Mentre un bravo scrittore può prendere anche il più inutile dei comprimari, il più infimo dei cattivi e trasformarlo in qualcosa di fantastico, in una storia epica o di un eredità il cui peso si sente ancora oggi. L'idea di base alla base del fumetto, e che forse abbiamo un po' perso, è la creatività. Il fumetto è un medium visivo fatto di 20% di disegno 20% di trama e dialoghi e di un 60% di creatività. Osare, sperimentare, lanciare nuove mode. Cavolo, sono sicuro che nel medioevo pensavano che le sanguisughe fossero utili e le medicine una belinata ma chi ride adesso Re Artù?
 Il bello del fumetto è che ognuno ci vede quello che vuole. Io creo qualcosa, e tu magari trovi un angolo che io non avevo mai visto, o ignorato. E' il bello di avere un team creativo rotante, che riesce così a creare un grande affresco di visioni, che si unisce poi a quello del lettore. E quindi sì, i personaggi inutili ci sono, ma perchè noi li vediamo così. Cioè, prendiamo gli X-men: su 95 membri ufficiali, 19 mezzo sono biondi con gli occhi azzurri e 19 e mezzo non sono bianchi. E' utile avere in un franchise che fa del "non importa se sei diverso" un vanto che non ci sia tutta questa diversità? E' utile legarsi a vecchi membri e non lasciare spazio ad un nuovo mondo di giovani mutanti?
 E' questa l'idea di base. Un personaggio può nascere con un certo senso. I cloni di Archie volevano raccontare buffe avventure adolescenziali, gli antieroi anni 90 volevano dimostrare che il fumetto era dinamico e che non tutti erano boy scout e i personaggi degli anni 00 vogliono dirti "EHI LEGGERE FUMETTI NON E' DA BAMBINI!".
Io scrittore creo un personaggio perchè abbia senso per me. Perchè io riesca a inserirlo nella storia e creare così un qualcosa che possa essere apprezzato. A volte è pianificato, a volte è per caso (Wolverine era un cattivo del mese di Hulk e ora è tipo la zoccola della Marvel E della Fox). Ha senso che io scrittore crei un personaggio che voli? Beh tutti i grandi eroi volano. Ha senso che il mio eroe sia nero? Beh ha senso che tu sia nato bianco? Ha senso che... Forse no, ma un personaggio che non spicca, in un medium fatto di fantasia, drammi, pathos, amore, superpoteri e azione, è un po' come un bruco. Ha volte resta a strisciare, e non riceve l'attenzione che merita,a volte diventa una farfalla e vive una vita corta ma intensa, ma il suo allevatore la impaglia e continua a venderlo, a volte raggiunge lo status di icona ma il più delle volte il cambiamento è negli occhi di chi guarda, ma è proprio il bello dei fumetti.

E anche per oggi è tutto. Stay Tuned per nuovi aggiornamenti. Il mezzo negli X-men è Psylocke. Pronti a partire. Let's go

4 commenti :

  1. Shoryuken Rage22 luglio 2013 22:31

    Interessante come sempre.

    Ma un bel articolo in cui si sputtani quella vergogna che e' stata resa Wolvie?
    Da primo dei supereroi violenti e carogna a una versione artigliata di Don Matteo.

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    1. Purtroppo il mio interesse per Wolverine si ferma a quella bellissima copertina di Bachalo con su scritto "Ricordate quando Wolverine era fico? Neanche io" perchè per quanto sia interessante un tipo coi coltelli che gli escono dalle mani, mi ha sempre dato una ventata di noia. Però parleremo del vecchio canadese anni 90 nella rubrica Fumetti in tv quando arriveremo alla serie animata degli X-men degli anni 90 (che probabilmente faremo a settembre)

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  2. Uno tra i personaggi inutili della MARVEL è sicuramente She-hulk.
    Si può intendere come la brutta copia di Hulk, anche perchè non ha una storia profonda (ed estremamente fantastica) come quella del golia verde. E' solo una con i suoi stessi poteri.

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    1. Ti rispondo con un bel de gustibus. Io vedo She-Hulk come un personaggio molto interessante che se gestito bene dà origine a grandi cose!

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