Didascalia

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giovedì 5 luglio 2012

Storie Immaginarie e Futuri Alternativi (Comics Clichè)

Benvenuti cari centounisti ad un nuovo appuntamento con comicsverse 101, un blog che capisce l'importanza di alcune domande fondamentali. Del tipo, cosa succederebbe se Hulk diventasse più forte in proporzione alla tristezza? E se Lanterna verde fosse vulnerabile al fucsia invece che al giallo? Nel medium del fumetto di supereroi, le storie sono relegate da una stretta continuità di fatti. Ma a volte, gli autori si divertono a pasticciare un po' con i nostri uomini in calzamaglia preferiti, dando origine così a storie che potrebbero non accadere mai, ma potrebbero anche accadere. Storie immaginarie. Non lo sono tutte?
Si vabbè ho citato Alan Moore che cita Jerry Siegel. E' un homage, mica un plage!



Quando parliamo di storie immaginarie o futuri alternativi, parliamo di un espediente narrativo abbastanza comune. Cosa sarebbe successo se avessimo fatto una scelta diversa? Capita magari di perdere il bus, e, prendendo quello successivo, incontrare un amico che non si vedeva da quindici anni.L'espediente della storia immaginaria era comunissimo nelle prime storie della Dc comics, dando così l'occasione di mostrare Superman che si sposava, che aveva figli, oppure semplicemente una scusa per far comportare l'azzurone da fetente di prima categoria (date un occhiata qui). La semplice storia immaginaria poteva poi evolversi nel più complesso mondo alternativo. Basato sullo stesso principio, il mondo alternativo è una Terra del tutto simile alla nostra, se non per un piccolo particolare. Ad esempio Colombo ha scoperto l'Europa. O gli incas hanno conquistato il pianeta. Anche in questo caso, la regina dei mondi alternativa resta la Dc comics, che, negli anni 60 possedeva una pletora di Pianeti Terra da far invidia. Da qui la classica storia "Flash dei due mondi"
 Era nata così Terra-2, un mondo dove gli eroi della terra, dopo aver combattuto i nazi, erano giustamente invecchiati, e ci venivano narrate le avventure di queste leggende in pensione e dei loro figli. E a volte, facevano una capatina nel nostro mondo, per interagire con gli eroi a noi più familiari.


Abbiamo anche il caso di mondo/futuro alternativo, dove la figlia dell'Uomo ragno non viene rapita dal goblin, e cresce con la sua famiglia. E dopo aver sviluppato poteri mutanti simili a quelli del padre, decide di prendere in mano l'azienda di famiglia diventando la stupefacente Spider-girl

Marvel e Dc nel corso degli anni hanno dato vita a speciali etichette tutte dedicate a raccontare eventi ipotetici nella vita dei loro supereroi. Serie che ebbero fortune altalenanti. Per la Dc la linea Elseworlds (altri mondi) ci mostro Superman atterrato nella russia comunista, Batman vampiro e un mondo senza Superman e Batman. Ma quella che forse è la mia storia preferita, è quella di Bruce Wayne, che viene scelto da corpo dalle lanterne Verdi. Perchè dare al dannato Batman un arma che funziona a forza di volontà è come dare ad un orso un bazooka. La cosa più figa del cosmo.
 La linea MArvel che si occupava di dettagliare vite parallele degli eroi era invece chiamata "What If" (E se..?) e ci mostro cosa sarebbe successo se lo zio Ben fosse sopravvissuto, o se la donna invisibile fosse morta, o se il mondo fosse a conoscenza della cecità di Daredevil. Quella che è forse più degna di nota, è l'uscita che dettaglia la trasformazione di quattro membri della redazione Marvel nei fantastici quattro. Ora, la storia in sè è folle e delirante, ma possiamo vedere Jack "King" Kirby nei panni della sempre amabile Cosa dagli occhi blu. E se non pensate che sia una figata cosmica non siamo più amici.
 Le storie immaginarie hanno sicuramente il loro fascino. Hanno anche un tocco molto metanarrativo (ovverosia, si parla di storie nelle storie). Si tratta di avventure di fantasia a proposito di un mondo di fantasia. Roba forte vero? Ovviamente però dal puro punto di vista narrativo, sono avventure come le altre, e quindi soffrono degli stessi difetti. Anzi, non essendo inserite in un contesto fluido come quello delle avventure a puntate, rischiano di risultare stagnanti, o addirittura prive di senso. Presentiamo ad esempio Jla Act of god, dove un atto apparentemente divino toglie a tutti i superumani i loro poteri. E l'unico che può salvare gli eroi dalla disperazione non è altro che Batman. La premessa è sicuramente interessante, ma la storia viene sviluppata in una maniera delirante a dir poco, e invece che risultare una metafora intrigante sul potere, finisce per essere una lettera d'amore a Batman. Scritta però da una scimmia ubriaca. E senza mani.
 Oppure l'infame What If "Cosa sarebbe successo se la famiglia del punitore non fosse stata uccisa?". La risposta? Sarebbe stata uccisa dopo, portando il buon Frank Castle a diventare un punitore in tutto e per tutto uguale alla versione originale. Questa sì che è una storia accattivante nevvero?
Quello che differenzia una storia immaginaria da una in continuity, è la premessa. La storia immaginaria dovrebbe esplorare territori che alle storie normali dovrebbero essere preclusi, mostrandoci percorsi narrativi differenti. Ma le volte che questo succede....Beh si contano veramente sulle dita di una mano. Le storie immaginarie, i futuri alternativi, i mondi paralleli, alla fine sono mondi molto banali. Certo con alcune eccezioni. Noi della redazione non ci sentiamo di definire questo espediente narrativo obsoleto. Anzi. Lo consideriamo sottovalutato. Una volta compresa la sua macchinosità, si aprono prospettive narrative mica da ridere, e questo è stato ampiamente dimostrato da bellissime avventure immaginarie... Pensereste mai che il futuro del mondo degli eroi possa essere risolto solo da Flash, in un avventura chiamata Flashpoint?

Fantascientifico!

O che, il clone dell'uomo Ragno sia vissuto? 
Impossibile!
 O che il matrimonio fra l'Uomo ragno e Mary jane non sia mai avvenuto?
Ma no dai, chi vuoi che ci creda?
 E' assodato. A volte le storie immaginarie non avvengono, in alcuni casi invece.... Mi è salita improvvisamente una strana tristezza. Ma anche una piccola speranza. Vedremo mai Superman allevato dai coniugi Wayne, diventare Batman con i poteri di Superman? Per favore?
E anche per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Macchina paradoss pronta a partire. Let's go

5 commenti :

  1. Arrivo tardi (come mi accade spesso) ma visto che sono "cascato" su questo topic, mi sento in dovere di segnalare che la storia degli FQ/Bullpen presenta un pesantissimi indizio (imho, ovviamente) sull'annosa diatriba Lee/Kirby su "chi era il vero creatore del MU".
    Premesso che (sempre imho) nessuno è mai così sincero come chi PENSA di parlare di altre cose, noto: Stan è Reed, e Jack è Ben. Ora, penso che la scelta dei "ruoli" sia stata quantomeno condivisa fra i due, e quindi:
    - in pratica, Stan & Jack ci stanno raccontando (con la massima sincerità, appunto perchè pensano di parlare d'altro) di come l'uno fosse un "progettista", una "guida", uno che "indica le cose da fare", e l'altro il "realizzatore", quello che "porta i carichi pesanti", in definitiva "costruisce davvero le cose".

    Non aggiungerei altro.

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    1. Mi sembra sicuramente un ragionamento molto bello e interessante. Aggiungo però che fin dalla loro creazione Stan sostenesse di sver modellato il linguaggio di Reed sul suo, e la Cosa è un ragazzo ebreo dei sobborghi duro ma dal cuore d'oro. E? facile vedere a chi fosse ispirato il Re per dargli corpo no?

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    2. Molto interessante anche questa informazione :-)
      Direi comunque che l'ispirazione, anche se presente fin dal principio, potrebbe confermare il mio ragionamento.
      E aggiungo anche che (a diatriba in corso, quindi in tempi decisamente sospetti) qualcuno (non ricordo se fosse addirittura Kirby in persona, mi pare comunque di no) usò un ragionamento simile per sostenere la tesi "kirbiana", proponendo una somiglianza fisica Reed/Jack ... che però imho si limita alle tempie brizzolate (ovviamente ben evidenziate in quel testo).

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    3. Personalmente non vedo molto Reed in Jack. Le tempie brizzolate le ho sempre viste come una soluzione grafica che mettesse Reed in mezzo ai due stereotipi di scienziato a fumetti dell'epoca: Giovane ma folle e vecchio e saggio. Comunque c'è un motivo per cui Kirby era ed è il Re e Stan è l'uomo. Entrambi molto iperbolici uno avrá il suo più grande sucesso con ke stelle, l'altro con un tipo qualunque. Insieme, avranno l'olimpo con ambo le cose :)

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    4. "Insieme, avranno l'olimpo con ambo le cose" .... 'nuff said.

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