Didascalia

Didascalia

giovedì 16 febbraio 2012

La morte dei supereroi. (Comics Clichè)

Benvenuti signori a comicsverse 101, un blog che si fa ogni giorno più analitico. Oggi presentiamo una nuova installazione di Comics Clichè, la rubrica che analizza gli espedienti narrativi più frequenti nel medium della nuvole parlanti. I nostri lettori più fedeli ormai sanno che la morte nei fumetti di supereroi è una condizione temporanea. Andiamo a vedere nel dettaglio.
Siamo al terzo numero e qualcuno morirà. Ottima scelta editoriale gente!


 E' difficile indicare la prima morte nei fumetti. Certo, nella letteratura pulp i nemici morivano spessissimo. Dopotutto era quella la fine che meritava quella feccia. Molto più spesso erano parenti o persone vicine all'eroe a morire, per dare scopo alla crociata del vigilante. innumerevoli gli esempi, citiamo il più famoso, Batman.

Genitori morti-Tante lacrime-Superstiziosi e codardi-Botte. Logico no?
 Frequente anche il caso del "Legacy character", ovverosia il personaggio che prende il mantello del supereroe suo mentore, diventando così un altra incarnazione dello stesso. Come Hal Jordan, che diventa lanterna verde grazie alla morte del suo predecessore, Abin Sur
 La morte è un concetto potente, difficile da afferrare in maniera coerente.Una parte della vita dell'uomo, ma al contempo una delle (se non la) paure più grandi. E' ovvio che il lettore si affezioni ai variegati personaggi di cui legge le avventure ogni mese (o anche in maniera più sporadica, per i personaggi di serie B) e che quindi possa provare un certo shock emotivo nel vedere un personaggio morire. E quindi comprare i fumetti che contengono una morte. Questo porta così gli editori ad uccidere schiere di personaggi per vendere più copie di un fumetto.
Esatto. La ragione della morte della seconda Phantom Lady sono gli affari.
 Paradossalmente, a volte è la morte stessa a dare origini a coloriti eroi in calzamaglia, esempio emblematico è lo Spawn di Todd Mcfarlane, zombie dotato di enormi poteri mistici.
I personaggi dunque non muoiono solo quando non hanno più storie da raccontare, ma muoiono per aver storie da raccontare. Ragionando con la mente del Fan, le morti sono spesso uno degli espedienti narrativi più amati/odiati, spesso i lettori vogliono la morte di personaggi cattivi o malvoluti. Sembrerebbe cosa facile, ma essendo il mondo dei fumetti variegato e variopinto, si finisce sempre per scontentare qualcuno. Ma qui a comicsverse 101 stiamo facendo un'analisi critica, e pensiamo che esistano morti scritte con un tale pathos, e con una grande abilità, e che quindi non siano semplice "Valore shock" ma pietre miliari della vita di un personaggio. Esemplare è l'esempio della morte della fidanzata dell'uomo ragno, Gwen Stacy. Una breve contestualizzazione: Goblin, acerrimo nemico dell'uomo ragno conosce, ha scoperto l'identità segreta dell'eroe. Rapisce così Gwen, e come gesto estremo la fa precipitare dal ponte di Brooklyn. L'uomo ragno cerca di usare la sua ragnatela per salvarla.
Quello snap. E' straziante.
 Ma la ragazza è già morta. Ignote le cause, è stata la caduta o l'effetto frusta della ragnatela dell'uomo ragno? Non lo sapremo mai. Resta il fatto che la donna che l'uomo ragno amava è morta.Una scena magistrale, piena di passione, ansia e speranza, infranta come il vetro contro il cemento. Un amore distrutto dall'odio di un folle. E per questo Goblin dovrà pagare. 
I più attenti avranno notato che un baloon di questa pagina è nel nostro logo.
 Con un sommo esempio di giustizia poetica Goblin verrà impalato a morte dal suo stesso aliante.La morte di Gwen stacy è uno dei punti cardinali dell'uomo ragno, che riesce a superare la morte di Gwen, senza mai dimenticarla. E senza darla vinta al malefico Goblin. Parallelamente, osserviamo una morte di una persona cara gestita in maniera meno efficace. La morte della fidanzata della lanterna verde Kyle Rayner. Un nemico del nostro (diventato da poco eroe, e quindi un nemico sconosciuto) la fa a pezzi e la infila nel frigo. E il suo ricordo viene portato alla luce pochissime volte.
Seriamente gente, che vi passava per la testa?
 Innumerevoli sono le morti importanti nella storia nei fumetti, e ancora di più sono i parallelismi. Citiamo un caso positivo, la morte da eroe di Supergirl in crisi sulle terre infinite
You will believe a Superman can cry.
 E la saga di fenice nera, dove la mutante Jean Grey si suiciderà dopo essere stata posseduta da un entità cosmica nota come la Fenice.
Noto una certa somiglianza fra le cover.

Spoiler! sono copiate dalla pietà di michelangelo! E poi non dite che non vi insegnamo nulla di importante.
 Due storie diverse, la prima un simbolo della forza delle supereroine di tutto il mondo. Capaci di compiere un sacrificio per donare tempo all'universo. La seconda, una tragedia greca, dove due amanti vengono separati a causa di un demonio. Ma la morte non sembra fermare gli eroi. I fan reclamano a gran voce il ritorno della fenice o di supergirl, e in modo o nell'altro le due eroine ritornano. Come ritorneranno i criminali. Possiamo forse dire che la morte che ha ucciso la morte, è stata quella del primo supereroe, Superman. Ucciso dopo uno scontro con un nemico imbattibile di Nome Doomsday, superman morirà per difendere la sua città, e per le persone che ama. E quel giorno a metropolis nessuno parlò, perchè quello era il giorno della morte di Superman.
 Parleremo più in dettaglio della morte di Superman in un prossimo Mighty Ninties, ma dopo qualche numero, si scoprì che in realtà i Kryptoniani quando sono vicini alla morte entrano in un "coma guarente" simile alla morte. E superman ritornerà. E così inizieranno a fare tutti. Non fraintendetemi, credo che la morte di superman sia una saga ben scritta, con un seguito mediocre, ma la rapidità con sui l'uomo d'acciaio è morto e tornato, ha tolto di mezzo il pathos, la suspense, e il senso di eternità. Tutti possono tornare dalla morte. Cavolo Wolverine ci sarà passato almeno due dozzine di volte. Si tornerà della morte grazie alla magia. Grazie agli alieni. Grazie al fatto che "No, non sono morto io, ma il mio/clone/robot/gemello malvagio". La morte diventa così uno scherzo. Una burla. Valore shock come precedentemente scritto. Eroi  e criminali di serie B vengono falciati come mosche (soprattutto nei grandi crossover). Comprimari di serie B vengono falciati come mosche (una su tutti, la figlia di Roy harper, Lian). Esistono però eccezioni (d'altronde la morte nella fiction è un espediente narrativo come un'altro, e basta un bravo scrittore a darci una buona interpretazione). Degno di nota è il decesso del maestro ninja splinter, sensei delle Tartarughe ninja, morto di cause naturali. Esatto. Uno dei miglior combattenti del mondo muore di infarto a causa dell'età, e in un attimo struggente, l'ultima cosa che fa è chiamare le tartarughe, i suoi figli.
una scena struggente
O la recente morte della Torcia Umana, bloccato in una dimensione alternativa, che muore cercando di fermare un orda di insetti alieni noti come l'onda Annhilation. Una morte da eroe, caricando a testa bassa il nemico, per salvare la sua famiglia. Una morte che dimostra la maturazione di Johnathan Lowell Spencer Storm. La testa calda. Il ragazzino. La stella più splendente dei fantastici quattro. Credete che un milione di mostri possa spaventarlo? Sbagliate di grosso.


 O quella che forse è la morte che preferisco nel mondo del fumetto. Ted Knight è stato l'eroe degli anni 40 noto come Starman. Possedeva una barra in grado di incanalare l'energia delle stelle. Durante la sua vecchiaia il manto di Starman passerà al figlio Jack, alla condizione che Ted si dedichi ai suoi studi sull'energia cosmica, per migliorare il mondo. Ma durante una battaglia col criminale Dottor Fosforo, Ted ha contratto il cancro, mentre Jack difendeva la città da un esercito di criminali, capeggiati dalla nemesi del padre, la Nebbia. Criminale che ha piazzato una bomba al centro della città, programmata per esplodere alla morte della nebbia,  che essendo ormai avanti negli anni ha preso una grossa dose di veleno. Mancano cinque minuti alla distruzione di Opal  quand'ecco arrivare Ted, con una barra cosmica gigante. La fine del primo Starman, ma non della sua leggenda.

Due uomini che si sono odiati per anni, finiscono la loro vita nello stesso momento, non c'è riconciliazione fra i due. Entrambi hanno perso un figlio. Entrambi sono ormai troppo vecchi per il mondo. Perchè Ted knight è questo, non un supereroe  nel senso classico del termine. E' un uomo che ha vissuto a lungo, e che sa quand'è il momento di lasciare la festa. E farlo in maniera grandiosa e straziante.
Questo è solo un breve excursus sulla morte nei fumetti di supereroi. Innumerevoli sono i personaggi morti. Almeno il doppio quelli resuscitati. Noi di comicsverse 101, odiamo le morti dei supereroi. Ma possiamo dire che fanno parte della narrativa del genere. E possiamo solo sperare che possano essere gestite con abilità. anche perchè peggio della morte di un eroe, è la sua assenza dopo.
Anche Per oggi è tutto. Stay tuned per nuovi aggiornamenti. Oggi niente Let's go.

2 commenti :

  1. In fin dei conti son solo personaggi di carta

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vero! Ma a volte si crea una connessione emotiva mica da ridere. Comunque sono molto d'accordo, bisogna solo distingure fra quando ha senso dispiacersi e quando non lo ha!

      Elimina

I commenti sono sicuramente benvenuti, ma non sono graditi gli spoiler (a meno non siano già negli articoli) o la maleducazione. Cerchiamo di essere degli appassionati di fumetti civili ok? Il commento "anonimo" è probabile finisca nello Spam. Se riuscite ad evitarlo, meglio